Cialde Lavazza a Modo Mio | Il caffè come lo vuoi tu

Adori anche tu, al mattino, prepararti un buon caffè e sentire quel delizioso profumo nell’aria a darti il buongiorno? Diciamoci la verità, è un piacere quotidiano al quale nessuno è disposto a rinunciare, ma oggi non è semplice trovare un caffè che sia veramente buono e profumato come quello del bar. Proprio per questo spesso si finisce con l’accontentarsi di un prodotto che non è esattamente quello desiderato ma che semplicemente si avvicina alla bevanda che tanto apprezziamo. Ciò non significa che sia impossibile gustare un ottimo caffè anche a casa, ma vuol dire semplicemente che non si è ancora scoperta la praticità e la grande qualità delle cialde Lavazza a Modo Mio, proposte dal sito web di cui parliamo che è www.cialdamia.it. Parliamo del sistema di caffè a cialde più apprezzato dagli italiani e le uniche veramente in grado di non far rimpiangere il caffè cremoso del bar. Grazie a queste comode capsule è possibile avere un caffè squisito con un semplice gesto della mano ed in pochi secondi, a casa come in ufficio, per gustare pienamente una parentesi di gusto e relax.

Il bello delle cialde Lavazza a Modo Mio, oltre alla loro confezione assolutamente in grado di preservare la freschezza e garantire ogni volta sensazioni sopraffine, è che queste sono veramente in grado di accontentare i gusti di tutti. Sia che si preferisca bere un caffè classico, uno particolarmente corposo o uno aromatizzato con le miscele più particolari e ricercate, Lavazza mette a disposizione degli appassionati capsule di ogni gusto e tipologia, veramente in grado di soddisfare le richieste e le preferenze di tutti. Perché dunque accontentarsi di un caffè qualsiasi e poco raffinato, quando è possibile scegliere un ottimo prodotto dalle miscele ricercate ed in grado di offrire ad ogni sorso quella piacevole sensazione che si prova al bar? Con le cialde Lavazza a Modo mio potrai finalmente avere il caffè che desideri in ogni momento della giornata, scoprine il gusto!

Italiani malati di tecnologia. Il digital detox manda in crisi una persona su tre

Altro che digital detox. Abbandonare smartphone, tablet e pc è un atto faticoso, anti faticosissimo, per una persona su tre. Anche quando lo si deve fare per forza. I campioni, in terminal di digital addiction, sono cinesi, brasiliani e argentini, ma anche gli italiani non sono messi tanto bene. Lo rivela uno studio appena condotto dalla società GfK, che segnala come il fenomeno sia particolarmente accentuato fra giovani e adolescenti.

La ricerca ha preso in esame oltre 22.000 persone in 17 paesi, e i risultati fanno riflettere. Anche perché, a fronte della possibilità di essere sempre always on, è ormai dimostrato scientificamente che la cyber dipendenza può diventare una vera e propria patologia. Gli italiani, pur fornendo risposte in linea con quelle dei “colleghi” digitali di ogni parte del mondo, sostengono però nel 20% dei casi di non aver nessun problema con la tecnologia, mentre per il 29% dei nostri connazionali il mondo hi-tech ha già causato qualche effetto di dipendenza. Se non appaiano particolari differenze fra sessi – uomini e donne forniscono le medesime risposte – le percentuali cambiano e di molto in base all’età e al reddito. In Italia il target maggiormente dipendente dalla tecnologia è quello dei trentenni (37%) e non i teenager (35%), come succede nel resto del mondo. Al terzo posto ci sono i quarantenni con il 34% mentre la fascia 20-29 anni è solo al quarto posto con il 32%.

Come succede anche a livello internazionale, le persone con più di 60 anni sono quelle che hanno meno problemi in assoluto (18%) con la dipendenza da tecnologia. A sorpresa, gli utenti che fanno più fatica a mettere in pratica il digital detox sono quelli appartenenti al reddito medio-alto (32%) e basso (31%) mentre la fascia ad alto reddito è quella che ha meno problemi in assoluto (27%). Nel resto del mondo, invece, succede proprio il contrario. Lo studio mette in luce anche qualche curiosità a livello internazionale. I cinesi, ad esempio, rappresentano la percentuale più alta di persone (43%) che dichiara di avere problemi a staccarsi dalla tecnologia, seguita dai paesi dell’America Latina (Brasile 42%, Argentina 40%, Messico 38%) e dagli Stati Uniti (31%). I tedeschi, dando ulteriore prova di autocontrollo tipicamente teutonico, sono invece quelli che soffrono meno a sottoporsi a un periodo di digital detox: per il 35% lasciare la tecnologia non è assolutamente un problema. Anche per i belgi, con il 30% delle risposte in questa direzione, un break da connessione e smartphone è quasi un gioco da ragazzi.

Fonte: GFK

Spremute di frutta e alimentazione sana

Oggi tutti tengono in particolar modo alla propria alimentazione e alle proprietà che hanno i cibi che si portano in tavola. Vi è una generale presa di coscienza circa gli effetti e le conseguenze che una alimentazione errata può avere sul nostro corpo, e per questo motivo sono davvero tanti ad aver adottato un regime alimentare più sano e che prevede almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno. Non tutti amano però in maniera particolare la frutta e preferiscono per questo spremerla e berne direttamente il succo. Se fino a qualche tempo fa questa operazione poteva sembrare alquanto lenta e macchinosa, oggi con lo spremiagrumi elettrico Tix by Viceversa le cose sono radicalmente cambiate. Non si corre più il pericolo di sporcare il piano sul quale si lavora grazie all’ingegnoso beccuccio stop&go, ideato appositamente per evitare lo sgocciolamento, e non si dovranno più raccogliere e sistemare metri di cavo al termine dell’utilizzo grazie all’apposito vano raccogli cavo che rende il tutto più semplice. Fantastico come idea regalo per la cucina.

Perché dunque, perdere tempo nello spremere la frutta quando oggi esiste il modo più semplice e rapido per ottenere tutto il buon succo che si desidera con pochissimi gesti? Questo innovativo spremiagrumi elettrico inoltre, è interamente realizzato in acciaio ed è disponibile in tanti colori uno più bello dell’altro: arancio, rosso, verde, turchese, giallo e bianco, per adattarsi perfettamente ai colori della cucina e renderla al tempo stesso più bella grazie al suo particolare design. Da adesso in poi, spremere la frutta non sarà più un’operazione che richiede troppo tempo e soprattutto non sarà più necessario dover effettuare della pulizia dopo aver ottenuto il proprio succo, ma al contrario sarà possibile sfruttare tutta la praticità e la semplicità di utilizzo di un accessorio innovativo che è già presente nella cucina di tantissimi italiani.

Sito Area81

Il titolare di Area 81 srl, azienda che si occupa di sicurezza sul lavoro, ci offre un suo contributo come primo articolo del nostro nuovo blog. Il loro sito è consultabile al link www.sicurezzaperlavoro.it

La figura dell’RSPP esterno: per le aziende che preferiscono delegare per stare piu’ tranquille.

Ma chi è esattamente questa figura? Quando serve?

Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione è una figura resa obbligatoria prima con il decreto 626/94 e poi ribadita dall’attuale Testo Unico Sicurezza D.Lgs 81/08, per identificare un referente unico aziendale che gestisca gli aspetti di sicurezza e salute dei lavoratori. La designazione dell’RSPP è un obbligo non delegabile da parte del datore di lavoro insieme alla valutazione dei rischi e deve essere sempre seguita da una nomina formale.

La figura individuata puo’ essere lo stesso Datore di Lavoro, il quale deve seguire un corso di formazione specifico oppure puo’ essere scelta esternamente tra professionisti in possesso di requisiti. Salvo alcune eccezioni, per realtà industriali ad alto rischio o con elevato numero di lavoratori il datore dispone di queste due opzioni, equivalenti dal punto di vista normativo (art. 31 D.Lgs 81/08).

Quali sono di fatto i compiti dell’RSPP Esterno?

Indipendentemente dalla scelta interna o esterna, l’RSPP designato dovrà poi occuparsi dell’individuazione dei fattori di rischio, dell’introduzione di misure di prevenzione e protezione, dell’elaborazione di procedure di sicurezza. E’ quindi un ruolo attivo che richiede tempo e applicazione, oltre a conoscenze tecnico-giuridiche, non solo per gli aspetti connessi alle attrezzature e ai cicli di lavoro, ma anche  per la gestione dei rapporti con i lavoratori o con gli Organi di Vigilanza.

Nelle piccole realtà artigianali o nelle aziende di ridotte dimensioni difficilmente il datore di lavoro dispone di tempo, conoscenze e soprattutto concentrazione per svolgere i compiti del responsabile della sicurezza, optando quindi nella maggior parte dei casi per un RSPP Esterno.

Quali sono i vantaggi nel nominare un RSPP Esterno?

Il consulente esterno designato come RSPP è solitamente un professionista a tempo pieno, con esperienza nel settore, conosce la normativa e possiede una formazione aggiornata. Ha le conoscenze e le capacità organizzative per occuparsi delle attività lavorative piu’ pericolose per i lavoratori, per indicare interventi migliorativi ai fini delle riduzione dei rischi, per proporre e preparare una formazione adeguata, per redigere le procedure di sicurezza.

E’ quindi un vantaggio notevole per il datore di lavoro delegare i compiti dell’RSPP a persona esperta, che puo’ fornire il prezioso contributo anche in altre occasioni, come ad esempio durante la riunione periodica annuale dove si discute di miglioramento delle condizioni di sicurezza insieme con Medico del Lavoro e Rappresentante dei Lavoratori.

Un RSPP esterno valido e con esperienza puo’ inoltre essere molto utile in caso di controllo ispettivo per relazionarsi e confrontarsi con i funzionari di Asl, Ispettorato del Lavoro o Carabinieri, valorizzando l’operato del Datore di Lavoro.

Cosa succede se il Datore di Lavoro non nomina l’RSPP?

Ricordiamo, come sancito dall’Art. 17 del Testo Unico Sicurezza, che la designazione dell’RSPP è un obbligo non delegabile del Datore di Lavoro il quale quindi è l’unico responsabile in caso di mancata nomina. Le sanzioni a suo carico sono: Arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da € 2740 a € 7014.