Gli arredi luxury per valorizzare il tuo living

Il lusso è certamente una continua ricerca del bello e della qualità per quel che riguarda gli arredi. Sicuramente esso rappresenta un tipo di raffinatezza e ricercatezza che altri elementi di arredo non sono in grado di regalare.

Quello del lusso infatti non è esclusivamente da intendere come una necessità di mostrare agli altri sfarzo ed eccessi, ma soprattutto bellezza coniugata a praticità d’uso e materiali resistenti.

Qualità dei materiali e durata nel tempo

Dunque possiamo dire che un arredo di lusso non deve unicamente essere accattivante alla vista ma rispondere anche a determinate capacità di utilizzo e resistenza. Parliamo dunque di armonia delle forme, creatività e funzionalità che possono essere adoperate solo da artigiani veramente capaci e che trovano applicazione in arredi di ogni tipo, dunque destinati ad arricchire ogni ambiente di casa.

Puoi trovare alcuni esempi di arredo luxury sul sito di baudesign.it e scoprire In che modo puoi andare a valorizzare con creatività il tuo living, trasformandolo in un ambiente perfetto per ricevere gli amici o vivere dei piacevoli momenti di benessere in famiglia.

Qui puoi trovare inoltre complementi e idee per l’illuminazione della camera da letto, soluzioni in grado di conferire un aspetto decisamente più originale sin dal momento in cui vengono inseriti.

I complementi di Bau Design sono un inno alla bellezza e alla ricercatezza, in grado di rendere la tua casa un luogo molto più elegante ed in grado di richiamare gli stili più belli ed importanti esistenti.

 I suoi bravissimi artigiani si occupano infatti di realizzare ogni singolo pezzo di questi bellissimi elementi d’arredo mantenendo sempre alta la qualità dei prodotti e della lavorazione, così da fare in modo che ogni singolo pezzo sia destinato a durare nel tempo.

La rumorosità di un condizionatore d’aria

Quando ci accingiamo ad acquistare un nuovo condizionatore d’aria, siamo soliti valutare parametri quali la potenza, la possibilità di connettersi al Wi-Fi ed il design.

In realtà c’è un altro parametro che merita di essere preso in considerazione, dato che da esso dipende buona parte del comfort domestico. Parliamo proprio del livello di rumore del modello specifico che stiamo valutando, soprattutto in relazione all’ambiente di casa in cui andremo ad inserirlo.

Un aspetto molto importante per la zona notte

La quantità di rumore che produce un condizionatore d’aria viene misurata in decibel: più questo livello è basso, meno rumore sentiremo quando questo sarà in funzione. Soprattutto per quel che riguarda le camere da letto, è indispensabile che il climatizzatore d’aria sia il più possibile silenzioso.

Quando andiamo ad acquistare un nuovo climatizzatore d’aria dunque, dobbiamo assicurarci di controllare per bene quale sia il suo livello di rumorosità, e genericamente possiamo trovarlo all’interno delle specifiche tecniche del prodotto.

Di norma, livello di rumorosità di un condizionatore va di pari passo con la sua capacità di raffreddamento ed il motore, ovvero la macchina esterna, è solitamente più rumorosa dell’unità interna.

Sotto quale soglia di decibel un condizionatore viene considerato “silenzioso”?

In linea di massima, i dispositivi più silenziosi hanno un indice di rumorosità inferiore ai 35 decibel, e i condizionatori Daikin sono tra i più silenziosi al momento presenti sul mercato. In dettaglio, i condizionatori con la tecnologia inverter sono più silenziosi di quelli di tipo “on-off”.

Bisogna considerare che tra quelli di maggior qualità esistono addirittura condizionatori d’aria il cui livello di rumorosità scende sotto la soglia dei 20 decibel. Si tratta di ottime performance considerando che l’orecchio umano non è in grado di percepire dei rumori che scendono al di sotto dei 10 decibel.

Tieni conto di queste indicazioni dunque per la scelta del tuo nuovo condizionatore, soprattutto per quel che riguarda le camere da letto che necessitano di maggiore silenzio.

Una cucina “TOP”

La scelta del TOP per la cucina è di fondamentale importanza al momento della progettazione dell’arredamento di questo ambiente della casa, poiché circa il 70% delle azioni svolte in cucina saranno fatte sul piano da lavoro. Lasciamoci guidare da Pedrazzini Arreda, storica azienda di cucine Milano, che ci fornisce alcuni consigli per questa scelta così importante.

Il cliente che intende acquistare una nuova cucina spesso si trova confuso di fronte a nomi futuristici, spiegazioni sul procedimento di realizzazione che ci lasciano ancora più spiazzati e prezzi di ogni livello. Per questo è necessario fare un po’ di luce sui vari materiali attualmente in commercio. Ne prenderemo in considerazione tre che sono i più richiesti attualmente dal mercato e che accontentano un po’ tutti i palati e i portafogli.

  • Di grande effetto e molto gettonato ultimamente è il top in Dekton®, una miscela composta da oltre 20 minerali naturali. Nel suo processo produttivo sono inseriti vetro, materiali ceramici e quarzo di altissima qualità. Tra le sue caratteristiche principali vanta l’estrema resistenza a graffi, abrasioni, macchie e calore. Non solo, è igienico, impermeabile ai liquidi ed è immune da impronte ed aloni. Grazie all’assenza di porosità, i piani ultracompatti in Dekton® sono molto resistenti e igienici e quindi particolarmente adatti per il top cucina dove sono spesso accompagnati da alzatina e schienale nello stesso materiale per completare l’area operativa in modo funzionale e con lo stesso stile. Avendo questa qualità e robustezza risulta essere una scelta ottimale se si è disposti a scendere a patti con il prezzo che è altrettanto importante.
  • Altro materiale molto performante e versatile è il Fenix, che, come suggerisce il nome, si rigenera da eventuali micrograffi superficiali grazie alla termoriparabilità. E’ composto da cellulosa e resine di nuova generazione, sottoposte contemporaneamente a calore e pressione in fase di realizzazione. In questo modo si può creare un prodotto omogeneo e non poroso ad alta densità con caratteristiche uniche. La caratteristica singolare del piano da cucina in Fenix è che si presenta soffice al tatto. Ha una buona resistenza ai graffi, agli urti, all’abrasione, allo strofinamento e al calore secco. Un’alta attività di abbattimento della carica batterica rende la sua superficie igienica, idrorepellente, antimuffa e facile da pulire. Unica “pecca” sta nella poca versatilità in termini di colori ed effetti che si ripercuote però positivamente sul prezzo che in questo caso è più accessibile rispetto al Dekton.
  • Ed eccoci giunti al nostro ultimo candidato: il top in Stratificato HPL. Questo tipo di piano lavoro è costituito da strati di HPL – high pressure laminate – uniti tra loro grazie alla combinazione di calore e alta pressione. Lo Stratificato HPL è un materiale di eccellente qualità per le sue potenzialità funzionali ed estetiche come la resistenza all’usura, agli agenti chimici e alle alte temperature (fino a 180°C). Essendo facile da pulire, atossico ed antibatterico, risulta molto apprezzato soprattutto per la sua resistenza alle sollecitazioni. Anche questo prodotto risulta essere molto performante e permette la realizzazione del top in diversi colori ed effetti (legno, pietra, marmo, marmo e cemento). Da non sottovalutare in fase decisionale è sicuramente il prezzo che risulta più abbordabile.

Come già anticipato ci sono molti altri materiali utilizzabili per il top cucina come il Quarzo, il Corian, il laminato, il marmo e altri ancora ma in ogni caso è importante farsi consigliare da esperti di settore che sapranno sicuramente indirizzarvi verso la soluzione più adatta ai vostri gusti, alle vostre esigenze e anche alle vostre tasche, per avere il top cucina adatto alla vostra cucina TOP.

Realizzare siti web professionali

Già… qualsiasi web agency si riempe la bocca di grandi parole e grandi progetti web: siti web impeccabili, responsive, perfetti, posizionati nella top 10 di Google. Già … peccato che almeno il 95% di esse non sarà in grado di farvi realizzare nulla attraverso il canale web. Perchè? Perchè se l’utente non si fida di voi, se non ha ben chiaro cosa fare quando naviga il vostro sito, se non ha la chiara percezione di un sito web professionale … beh, andrà altrove.

Cosa intendiamo per sito web professionale? Parecchie cose. Intanto un sito privo di evidenti lacune, difetti, problemi di navigazione e bug tecnici, che possano essere facilmente notati dall’utente finale e quindi penalizzare l’esperienza di navigazione. Poi preciso, completo, ricco di informazioni o, comunque, di contenuti di qualità: originali, ben scritti, strutturati nel modo giusto. Un sito che consenta una facile interazione con l’utente, una ricerca precisa all’interno delle pagine, una navigazione veloce ed esaustiva. Potremmo andare avanti ancora molto, le caratteristiche possono comunque essere riassunte in: un sito che genera conversioni.

Non è assolutamente semplice generare conversioni, ecco perchè WebSenior rappresenta un pò un’eccezione nel panorama delle web agency di Monza e Brianza. Realizza e posiziona siti web professionali in grado di generare contatti profilati, e di trattenere il visitatore per tutto il tempo necessario a massimizzare le possibilità che generi una richiesta. Team professionale, polivalente, molto disponibile e soprattutto continuamente aggiornato su SEO, SEM e web marketing in generale. Provate ad affidarvi a loro, e tornate su queste pagine per farci sapere com’è andata!

Hotel eco-friendly a Monza

Soggiornare all’interno di una struttura ricettiva  e avere la sensazione di stare bene come a casa è un qualcosa di difficilmente immaginabile, nonostante oggi hotel e alloggi di ogni tipo siano sempre più dotati di comodità e particolarità innovative. Le soluzioni di alloggio d’alto profilo proposte da Privilege Apartments superano questo luogo comune riuscendo veramente a regalare ad ogni ospite la piacevole sensazione di essere circondato da idee e soluzioni pensate appositamente per il suo comfort e benessere. Le camere che questo importante hotel a Monza propone ai clienti vantano infatti tutta la tecnologia applicata ai dispositivi di casa di cui si sente il bisogno, detta in gergo “domotica”, per rendere ancora più piacevole la permanenza in struttura. Le soluzioni d’alloggio sono inoltre state concepite secondo principi eco-friendly e dunque in grado di rispettare l’ambiente grazie al risparmio energetico che sono in grado di garantire.

Non solo comfort e benessere dunque, ma anche la certezza di un soggiorno in una struttura che ha un impatto molto più leggero sulla natura. L’angolo cottura inoltre, consente a tutti di potersi dedicare alla preparazione dei pasti in maniera autonoma, il che è un grande vantaggio soprattutto per le famiglie o gruppi. Le soluzioni di alloggio proposte da Privileg Apartments consentono dunque a tutti di poter vivere il soggiorno desiderato senza dover rinunciare a nessuna delle comodità di casa propria, sia che si viaggi per motivi di lavoro che per vacanza. Grazie al bellissimo parco di oltre 10km quadrati che si trova proprio dinanzi la struttura inoltre, è possibile immergersi nel verde e regalarsi una piacevole passeggiata a stretto contatto con la natura. Il comodo servizio transfer da e per gli aeroporti del milanese inoltre, consente di poter raggiungere velocemente la struttura o l’aeroporto senza l’assillo del dover ricerca una agenzia di noleggio che possa garantire il servizio.

IWM | Depuratori Acqua Domestici

Il 70% del nostro corpo è fatto d’acqua, garantire al nostro organismo il giusto apporto quotidiano di liquidi è quindi di fondamentale importanza per il nostro benessere. In particolare, bere dell’acqua buona è importante  per la nostra salute in quanto depura il corpo dalle tossine, mantiene la corporatura corporea, previene malattie renali, mantiene l’idratazione e favorisce la digestione. Spesso però l’acqua che arriva nelle nostre case tramite il rubinetto non è perfettamente equilibrata: un’acqua troppo ricca di un elemento e al tempo stesso povera di un altro può causare scompensi ed essere motivo di patologie anche serie, a lungo andare.

Chi è disposto quindi a risparmiare sulla propria salute? Nessuno, ragion per cui spesso si preferisce comprare dell’acqua minerale al supermercato, più costosa ma qualitativamente migliore e ben bilanciata. Certo, c’è lo svantaggio del dover spesso fare un salto in negozio a far rifornimento e dover poi trasportare fino in casa le pesantissime casse d’acqua. Il più delle volte, se non si è giovani e se non c’è l’ascensore a disposizione, può diventare davvero un problema provvedere all’approvvigionamento d’acqua potabile in appartamento. Esiste una soluzione in grado di rendere buona e sicura l’acqua del nostro rubinetto, consentendoci di risparmiare soldi e fatica?

Certo che esiste, ed è anche a portata di click! International Water Machines è una solida realtà in Italia nel settore del trattamento delle acque potabili, con una fitta rete di collaboratori e tecnici su tutto il territorio nazionale. Un depuratore acqua in casa ti consentirà di risparmiare tantissimo e bere da subito acqua pura. Scegli quello più adatto alle tue esigenze sul sito di IWM www.iwmceasa.it o lasciati consigliare da uno dei consulenti, ti aiuterà ad individuare il prodotto più adeguato a soddisfare le necessità tue e dei tuoi familiari. Contatta il numero verde 800 800 813 per richiedere tutte le informazioni di cui hai bisogno, riceverai una risposta rapida ed esauriente.

Cialde Lavazza a Modo Mio | Il caffè come lo vuoi tu

Adori anche tu, al mattino, prepararti un buon caffè e sentire quel delizioso profumo nell’aria a darti il buongiorno? Diciamoci la verità, è un piacere quotidiano al quale nessuno è disposto a rinunciare, ma oggi non è semplice trovare un caffè che sia veramente buono e profumato come quello del bar. Proprio per questo spesso si finisce con l’accontentarsi di un prodotto che non è esattamente quello desiderato ma che semplicemente si avvicina alla bevanda che tanto apprezziamo. Ciò non significa che sia impossibile gustare un ottimo caffè anche a casa, ma vuol dire semplicemente che non si è ancora scoperta la praticità e la grande qualità delle cialde Lavazza a Modo Mio, proposte dal sito web di cui parliamo che è www.cialdamia.it. Parliamo del sistema di caffè a cialde più apprezzato dagli italiani e le uniche veramente in grado di non far rimpiangere il caffè cremoso del bar. Grazie a queste comode capsule è possibile avere un caffè squisito con un semplice gesto della mano ed in pochi secondi, a casa come in ufficio, per gustare pienamente una parentesi di gusto e relax.

Il bello delle cialde Lavazza a Modo Mio, oltre alla loro confezione assolutamente in grado di preservare la freschezza e garantire ogni volta sensazioni sopraffine, è che queste sono veramente in grado di accontentare i gusti di tutti. Sia che si preferisca bere un caffè classico, uno particolarmente corposo o uno aromatizzato con le miscele più particolari e ricercate, Lavazza mette a disposizione degli appassionati capsule di ogni gusto e tipologia, veramente in grado di soddisfare le richieste e le preferenze di tutti. Perché dunque accontentarsi di un caffè qualsiasi e poco raffinato, quando è possibile scegliere un ottimo prodotto dalle miscele ricercate ed in grado di offrire ad ogni sorso quella piacevole sensazione che si prova al bar? Con le cialde Lavazza a Modo mio potrai finalmente avere il caffè che desideri in ogni momento della giornata, scoprine il gusto!

Italiani e auto, prezzo e consumi determinano la scelta

Si sa che gli italiani, fra le loro tante passioni, hanno anche quelle per le macchine. Se nei sogni molti vorrebbero una rombante quattroruote, nella realtà quali sono gli aspetti che guidano la scelta? A questa domanda ha risposto una recentissima indagine condotta da dagli istituti di ricerca mUp Research e Norstat per conto di Facile.it e MiaCar. In estrema sintesi, si scopre che il “motore” della scelta, per i nostri connazionali, si basa principalmente su due parametri: prezzo e consumi.

Attenti al prezzo

Disposti a spendere per l’auto preferita, ma entro i confini del budget prestabilito. L’indagine rivela che il prezzo d’acquisto è la principale discriminante. Quasi 1 automobilista su 2, infatti, ha detto di aver scelto l’auto in base al costo. Le donne si confermano maggiormente parsimoniose (51,4% contro 48,4% del campione maschile) insieme agli over 65 (56,4%), mentre risultano meno interessati i rispondenti nella fascia 45-54 anni (41,8%) e i giovani under 24 (44,4%). Il secondo criterio, anche in questo caso legato alle finanze, è rappresentato dai consumi di carburante: il 37,2% dei rispondenti ha dichiarato di aver cercato un’auto con consumi ridotti. Fanno più attenzione a questa caratteristica gli uomini (38,6% vs 35,6% del campione femminile) e gli under 24 (40,7%). A livello geografico, sono i residenti al Sud e nelle Isole gli italiani maggiormente attenti alla spesa legata ai consumi. 

Marca ed estetica

Al terzo e al quarto posto nella classifica delle priorità con cui si sceglie un’auto nuovo gli italiani mettono la marca e poi la “bellezza”. In base ai risultati della ricerca, il 32,7% ha comprato l’auto in base alla casa automobilistica, caratteristica che sembra interessare in modo particolare gli under 24, tra i quali la percentuale arriva addirittura al 40,7%. Invece l’estetica non è uno dei criteri sul podio, ma si piazza al quarto posto dato che 1 automobilista su 4 la ritiene importante; in questo caso sono più attenti all’aspetto del veicolo le donne (27,3%) e, ancora una volta, gli under 24 (37%).

Le donne le vogliono “mini”, gli uomini tech

Ancora, gli italiani tengono d’occhio pure i costi di gestione e di mantenimento quando devono scegliere un veicolo nuovo, tanto che il 18% del campione ha dichiarato di aver valutato con attenzione questo aspetto, con pari percentuali fra uomini e donne. Cambiano invece i gusti in base al genere: gli uomini sono più interessati alle dotazioni tecnologiche di sicurezza del veicolo (21% vs 15,3 del campione femminile) e alla potenza del motore (16,1% vs 9,2%), mentre le donne si orientano verso modelli dalle dimensioni ridotte, come le city car  (19,5% vs 11,1% del campione maschile).

Appuntamenti amorosi? Solo con chi è vaccinato per il 48% degli italiani

Isolamento e restrizioni imposte dalla pandemia hanno aumentato il livello di attenzione che gli utenti prestano a salute e sicurezza personale, anche durante gli appuntamenti amorosi. Secondo l’indagine di Kaspersky dall’inizio della pandemia gli utenti sono più ansiosi a incontrare qualcuno di persona, tanto che il numero di utenti che preferisce non organizzare incontri offline è raddoppiato, passando dal 22% al 41%. Il 48% degli italiani, la percentuale più alta in Europa, preferisce organizzare incontri offline solo con persone che possiedono un certificato di vaccinazione, mentre i meno preoccupati sono gli olandesi (13%) e i tedeschi (15%).

Cresce il numero di utenti sulle piattaforme di incontri online

Gli eventi causati dalla pandemia hanno cambiato radicalmente molte attività quotidiane, e gli appuntamenti romantici non fanno eccezione. Nei mesi in cui è stato imposto l’autoisolamento, le persone hanno trascorso più tempo sulle app di incontri e il numero di utenti di queste piattaforme è cresciuto. La necessità di chiedere a un potenziale partner il certificato di vaccinazione è un’ovvia conseguenza della pandemia, ma le preoccupazioni che nascono quando arriva il momento di incontrare il proprio match offline non si limitano al solo fatto di ammalarsi. Il 39% degli italiani ha dichiarato che quando arriva il momento del primo incontro dal vivo si sente agitato, mentre il 28% prova insicurezza.

Essere consapevoli dei dati che si condividono con il potenziale partner

Per alleviare alcune di queste preoccupazioni, il 71% degli utenti italiani di queste app preferisce iniziare da un approccio telefonico o da una videochiamata prima di accettare un incontro offline.“Le politiche e le restrizioni vigenti in tutto il mondo hanno dato agli appuntamenti online un ruolo importante nella vita delle persone. Tuttavia, il passaggio da ‘online’ a ‘offline’ è per molti un ‘atto di fede’ – commenta David Jacoby, security expert di Kaspersky -. Per continuare a godersi gli appuntamenti online e offline in tutta sicurezza, è importante essere consapevoli dei dati che si condividono con il potenziale partner perché nel caso in cui si cambi idea sull’incontro è sempre possibile avere il controllo della situazione, sapendo quante informazioni personali sono state condivise e come possono essere utilizzate”.

Incontrarsi di persona dopo mesi di isolamento è un bisogno intrinseco

“In fondo, incontrarsi di persona dopo mesi di isolamento è un bisogno intrinseco negli esseri umani – commenta la terapista Birgitt Hölzel dello studio Liebling + Schatz di Monaco -. Certo, le app di incontri hanno permesso di entrare in contatto con nuove persone durante la pandemia, ma solo virtualmente. Un incontro fisico è tutta un’altra cosa”.Un’alternativa che può essere d’aiuto per tutelarsi fino a quando non ci si sente sicuri a incontrare qualcuno che non abbia ancora fatto il vaccino, è quello di organizzare una videochiamata un po’ più “intima” ma sicura.

Mercato del libro in Italia, +44% nei primi 5 mesi del 2021

Secondo le ultime rilevazioni GfK nei primi cinque mesi del 2021 il mercato italiano del libro ha registrato una crescita a valore del +44% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per un giro d’affari di oltre 564,2 milioni di euro. Ma il trend è positivo anche nel confronto con le vendite registrate durante lo stesso periodo del 2019. In questo caso la crescita a valore è del +23%. Dopo un 2020 positivo anche quest’anno quindi è iniziato con una forte crescita, in particolare, GfK evidenzia le performance del Fumetto, che ha segnato una crescita del +182% a valore. Quanto alle copie vendute, complessivamente, nel periodo compreso tra i mesi di gennaio e maggio 2021 nel nostro Paese ne sono state vendute 39,7 milioni. 

Un trend positivo anche nel confronto con le vendite registrate nel 2019

La positività del mercato non è solo un effetto del confronto con il periodo del primo lockdown, che era coinciso con le chiusure di librerie e negozi. Infatti, analizzando l’andamento delle prime dieci settimane del 2021 si registra una crescita del +30% a valore rispetto allo stesso periodo del 2020, ovvero prima dell’inizio dell’emergenza Covid-19. Ma il trend è positivo anche se si confrontano le vendite registrate tra gennaio e maggio 2021 con quelle dello stesso periodo del 2019, e in questo caso la crescita a valore è del +23%.

La Top 10 dei libri più venduti registra una crescita del +47%

Analizzando nel dettaglio i dati relativi al primo quadrimestre 2021, crescono del +13% le nuove pubblicazioni, le nuove referenze uscite nell’anno, che includono sia i titoli nuovi sia le nuove edizioni di titoli già pubblicati in passato. La Top 10 dei prodotti più venduti registra invece una crescita del +47%. Per quanto riguarda il prezzo medio di vendita è stato pari a 14,20 euro, con una crescita del +1,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un effetto, questo, dell’entrata in vigore a marzo 2020 della nuova legge per la promozione e il sostegno alla lettura, che ha ridotto lo sconto ordinario massimo applicabile dal 15% al 5% del prezzo di copertina.

L’andamento positivo coinvolge un po’ tutti i comparti

In termini di contenuto, si evidenzia una crescita generalizzata che coinvolge un po’ tutti i comparti, dall’editoria per Bambini, che segna un +33%, alla Narrativa (+42%), la Saggistica (+52%) e la Manualistica (+37%). Particolarmente significativa risulta la crescita del Fumetto, che registra un trend a valore pari al +182% rispetto al 2020.

I benefici del verde in città sulla salute e sul pianeta

I vantaggi degli spazi verdi e pubblici in città sono tanti, e favoriscono il benessere psico-fisico e la qualità della vita di chi vive nei grandi centri urbani. In occasione della Giornata mondiale dell’ambiente, il 5 giugno, Greenpeace ha lanciato il rapporto Greening the Cities, che oltre a evidenziare i benefici del verde in città, mette in risalto la necessità per gli amministratori e le amministratrici delle città italiane di investire di più nelle aree verdi e pubbliche ad accesso equo per tutte e tutti i cittadini. Il rapporto di Greenpeace mira quindi a promuovere una vera transizione ecologica nelle città, indispensabile per affrontare la crisi climatica e sanitaria.  

Vivere green fa bene al corpo e alla mente

Dalla riduzione del rischio di numerose malattie croniche in età adulta, come diabete e condizioni cardiovascolari, obesità e asma, all’accelerazione del recupero dopo un intervento chirurgico, alla riduzione dei ricoveri ospedalieri e alla mortalità prematura fino a migliori esiti della gravidanza sono questi i benefici di una città più green per tutti. Lo studio menziona però anche di un miglioramento delle funzioni cognitive e della salute mentale, legato a miglioramenti nello sviluppo comportamentale, come difficoltà ridotte, sintomi emotivi e problemi di relazione tra pari.

Solo poche città soddisfano lo standard Oms sulla quantità di spazio verde pro capite

“Aumentare le aree verdi e pubbliche significa prendersi cura della salute di cittadine e cittadini e garantire un tessuto sociale sano e attivo – dichiara Chiara Campione, coordinatrice del progetto Hack Your City di Greenpeace -. Rendere più verde lo spazio pubblico aiuta a combattere la disuguaglianza, promuove l’inclusione della comunità e rende le città più sicure e più resilienti ai cambiamenti climatici in corso”.Sebbene la disponibilità e l’accessibilità di spazi verdi urbani nelle grandi città del mondo sia aumentata rispettivamente del 4,11% e del 7,1% negli ultimi 15 anni, solo una manciata di città ha soddisfatto pienamente lo standard dell’Oms sulla disponibilità che stabilisce un minimo di 9 metri quadri di spazi verdi per abitante, per non parlare del valore ideale di 50 m² pro capite. 

Un investimento per la salute pubblica e sociale

Anche nelle città che soddisfano alcuni di questi standard, riferisce Adnkronos, ciò non si traduce necessariamente in parità di accesso allo spazio verde per tutta la cittadinanza. Più della metà della popolazione mondiale, 4,2 miliardi di persone, vive nelle città. Questo numero è destinato ad aumentare al 70% entro il 2050. Le città sono i centri dell’attività economica, e rappresentano oltre il 70% delle emissioni globali di gas serra. Per l’organizzazione ambientalista gli spazi verdi devono essere considerati non solo un investimento per la salute pubblica e sociale, ma un’opportunità per riequilibrare il nostro rapporto con la natura, rallentare la crisi climatica e proteggerci da future pandemie.

Lombardia, il manifatturiero pronto a ripartire

Un anno dopo, uno studio per “fare il punto” sullo stato di salute delle imprese in Lombardia, su cosa è cambiato e su quali sono le principali criticità delle aziende.  La Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e Unioncamere Lombardia hanno indagato le conseguenze della pandemia e le strategie di reazione adottate dalle imprese nell’ambito delle attività trimestrali di monitoraggio del manifatturiero, a distanza di un anno dall’inizio dell’emergenza sanitaria. Le interviste sono state realizzate nella prima metà di aprile 2021, quando le imprese si sono trovate in zona rossa e arancione. 

Clienti e ordinativi le criticità prevalenti

Nel manifatturiero le criticità prevalenti sono legate a problemi con i clienti e gli ordinativi (problema segnalato dal 32,4% delle imprese industriali di Milano, il 28,6% di Monza Brianza, il 25% di Lodi). A Lodi il dato più importante sono i problemi di approvvigionamento/organizzazione col 29,5%, che per Milano e Monza Brianza sono rispettivamente il 22,8% e 26,4%. Con la ripresa della domanda mondiale stanno inoltre emergendo anche difficoltà di reperimento dei materiali e significativi rincari delle materie prime e semilavorati. 

Il miglioramento (e le perdite non recuperabili) secondo gli imprenditori

Dalle dichiarazioni degli imprenditori emerge una situazione difficile, anche se in lento miglioramento. La percentuale che dichiara di non avere alcun problema è abbastanza elevata (16,2% per Milano, 14,3% per Monza e Brianza, ancora più alta, con il 22,7%, per Lodi). Le imprese che sostengono di aver subito perdite difficilmente recuperabili sono il 10,1% per Milano, 14,3% per Monza Brianza, 9,1% per Lodi. Le imprese in questo periodo di difficoltà hanno fatto largo impiego degli ammortizzatori sociali: il 37,3% per Milano, il 29,3% per Monza Brianza, il 27,3% per Lodi dichiara di aver utilizzato recentemente la Cassa Integrazione. Questo strumento ha permesso di limitare il ricorso a provvedimenti con impatti maggiormente negativi sull’occupazione come la riduzione dell’organico e il mancato rinnovo dei contratti in scadenza.

Bene l’industria e lo smart working

Nell’industria il 26,3% delle imprese di Milano, il 32,1% di Monza Brianza, il 36,4% a Lodi ha dichiarato di non aver avuto ripercussioni o di avere aumentato l’organico, con imprese in espansione (22,8% a Milano, 20% a Monza Brianza, 18,2% a Lodi).
Interessanti i dati sullo smart working: oltre la metà delle imprese lo ha adottato durante la pandemia nell’industria (62,1% a Milano, 59% a Monza Brianza e 55% a Lodi). Non tutte le imprese sembrano comunque intenzionate a rendere strutturale questa modalità di lavoro: non lo sono il 52% a Milano, il 64,6% a Monza Brianza, il 54,2% a Lodi.

Pasta, i consumi tornano a livelli pre Covid

Alla pasta non si rinuncia, e per noi italiani è sicuramente un must della dieta. Anche nei mesi più duri del primo lockdown e poi durante le limitazioni imposte dalla pandemia, che hanno rallentato l’attività di locali e ristoranti, il consumo di pasta e prodotti a base di grano ha comunque tenuto. L’analisi di questo specifico comparto è stato messo sotto la lente nel corso dei Durum Days 2021, l’evento che ogni anno riunisce tutti i partecipanti della filiera.

Livelli di produzione antecedenti al Covid

Dopo aver vissuto la forte turbolenza causata dalla prima ondata di pandemia, la filiera del grano duro e della pasta sembra essere tornata ai livelli antecedenti l’epidemia, e l’andamento relativo sia alla produzione sia al consumo è perfettamente in linea con il 2019. Anche il mercato sta tornando alla piena normalizzazione, grazie anche al sensibile allentamento della pressioni sui prezzi che invece aveva caratterizzato le ultime due campagne. Durante l’evento, un rapporto di ricerca elaborato dall’istituto di ricerca Areté ha mostrato che nonostante il lungo lockdown del settore ho.re.ca, la produzione di pasta della filiera italiana nel 2020 è aumentata dell’11% rispetto al 2019. In alcuni periodi dell’anno si sono addirittura raggiunti picchi superiori al 40%. Si prevede che ritorni ai livelli pre-pandemia nel 2021, con una produzione superiore dell’1% rispetto al 2019. 

I consumi si stanno normalizzando

Anche per quanto i consumi si sta tornando a livelli pre epidemia. La domanda, infatti, si sta normalizzando: nel primo trimestre del 2021 il consumo di pasta ha registrato valori inferiori del 15,1% rispetto allo stesso periodo del 2020 (probabilmente nel primo lockdown i nostri connazionali hanno scelto la pasta proprio come comfort food, per “scacciare” le preoccupazioni). Rispetto al 2020, la stima per il 2021 è di -3,4%, che porterà il livello dei consumi a dati del tutto analoghi a quelli del 2019 (anche se è prevista una crescita stimata a +1%). Per quanto riguarda le scelte di acquisto dei consumatori, queste continueranno a essere orientate verso prodotti di qualità e soprattutto totalmente Made in Italy. E proprio questo è uno dei principali trend del mercato, che vedrà anche nei prossimi mesi la forte ascesa dei piccoli brand di nicchia. Insomma, anche per quanto riguarda la scelta di un “semplice” piatto di pasta gli italiani privilegiano la bontà del prodotto piuttosto che il prezzo.

La “Generazione Z” riscopre l’agricoltura sostenibile

Giovani sì, ma con i piedi per terra. In base al nuovo Osservatorio del mondo agricolo, dal titolo “La riscoperta dell’agricoltura nella youth economy” condotto dalla Fondazione Enpaia (l’Ente Nazionale di Previdenza per gli Addetti e per gli Impiegati in Agricoltura) e il Censis si scopre un nuovo rapporto fra giovani e la terra. Sono proprio loro, i cosiddetti Millennial (i nati fra la metà degli anni Ottanta e Novanta) e la Generazione Z (i nati nel decennio successivo)  i protagonisti di una vera e propria rivoluzione nel settore dell’agricoltura. Che dovrà essere  necessariamente sostenibile.

Speranza per il futuro e opportunità di occupazione

In base all’Osservatorio, per nove giovani su dieci la sostenibilità ambientale e la lotta al riscaldamento globale sono le priorità dell’agenda italiana; in particolare spicca il ruolo dell’agricoltura, che sa interpretare meglio di altre queste urgenze. Infatti, per il 60% della GenZ (composto da giovani di età compresa tra 15 e 24 anni), gli agricoltori sono impegnati a rendere sostenibile la filiera alimentare, contro il 48% dei Millennial. Agricoltura sostenibile per i giovani significa anche opportunità di lavoro immediate e future: l’88,7% di loro crede che si possano creare occasioni di lavoro di alta qualità e tra le generazioni più giovani tale valore raggiunge l’89,5%. Per il 51,7% dei ragazzi, il settore agricolo ripartirà prima degli altri dopo il Covid-19, mentre per l’82% -85% di GenZ questa ripresa giocherà un ruolo decisivo anche per alti comparti oggi in difficoltà, come il turismo e il food.

Il “colpo è stato duro”

Nonostante l’ottimismo, il 60,2% dei giovani è ritiene che la strada verso lo sviluppo nel dopo pandemia sarà lunga e complicata, perchè “il colpo subito è stato duro e ci ritroveremo con i soliti problemi aggravati”. Ad esserne più sicuri sono i Millennial (63,8%), probabilmente perché hanno già vissuto sulla propria pelle la crisi del 2008.

L’agricoltura “giovane” è tecnologica

Negli ultimi anni, l’agricoltura in cui sono impegnati i giovani è un’industria ad alta intensità tecnologica e le aziende hanno potuto sfruttare le opportunità delle TIC. Pertanto, è necessario concentrarsi sull’innovazione tecnologica per aiutare lo sviluppo del mondo rurale. Per i giovani, la sostenibilità rimane lo standard a cui fare riferimento per l’eccellenza economica e sociale. Infatti, tenuto conto del Covid-19, il 62,8% degli intervistati presterà maggiore attenzione alla riduzione degli sprechi. Il rapporto tra GenZ (60,7%) e Millennial (63,5%) è simile; il 46,4% farà la raccolta differenziata, mentre il 32,2% acquisterà prodotti locali e a chilometro zero per limitare l’inquinamento. Infine, il 32,1% delle persone eviterà di acquistare prodotti in plastica (43,8% tra la GenZ e 27,9% tra i Millennial).

Lavare in lavatrice è ancora poco ‘eco’ per due terzi degli europei

Alcune abitudini sono dure morire, e non al passo con i problemi climatici e le possibilità offerte dalle apparecchiature moderne. Eppure, riducendo la temperatura di lavaggio da 40°C a 30°C, si risparmierebbe in un anno l’equivalente di 27 kg di CO2 per elettrodomestico. In Europa questo equivarrebbe al risparmio di 4,9 milioni di tonnellate di CO2 e sarebbe come togliere dalle strade più di un milione di auto. Se poi il 15% di coloro che in Europa lavano regolarmente i loro capi a 50°C o più cambiasse le proprie abitudini, il risparmio totale di CO2 corrisponderebbe a 6 milioni di tonnellate all’anno. È quanto emerge da The Truth About Laundry – La Verità sul Lavaggio, lo studio europeo sulle abitudini di lavaggio realizzato da Electrolux.

Due terzi degli europei lava ancora a 40°C o più

Quasi 6 persone su 10 (59%) fanno il bucato in modo automatico, senza pensarci sopra, e dichiarano di farlo come gli è stato insegnato dalle precedenti generazioni, mentre circa due terzi degli europei (63%) lava ancora a 40°C o più, nonostante da più di 10 anni si incoraggi a lavare a 30°C o meno. Dallo studio emerge poi che le donne preferiscono lavare a 40°C rispetto agli uomini (50% vs 45%), mentre gli uomini preferiscono lavare a 60°C (13% vs 8%).

In Europa, se il 45% delle persone tra i 18 e i 34 anni lava i propri capi a 30°C questa percentuale scende al 31% tra i 45 e i 54 anni, e al 28% oltre i 55 anni.

Come cambiare le abitudini di lavaggio

In merito alle ragioni per cui si sceglie di non lavare a temperature più basse, il 47% degli intervistati dichiara di non essere sicuro che il bucato venga pulito, il 39% esprime dubbi sul fatto che l’acqua fredda possa rimuovere le macchie e il 21% dice di farlo per abitudine. Le consuetudini nel fare il bucato potrebbero essere anche la spiegazione del perché il 53% degli intervistati non sia a conoscenza del collegamento tra lavare ad alte temperature e far durare più a lungo i capi. Secondo la ricerca, riporta Adnkronos, sarebbe proprio questo l’elemento chiave per far cambiare le abitudini di lavaggio.

Con il bucato eco tutti risparmiano

“Quello che il nostro report mostra è che le persone si prendono cura dei propri capi e la maggior parte di loro riconosce che ci sono benefici ambientali nel farli durare più a lungo – spiega Vanessa Butani, director of Sustainability, Electrolux Europe -. Se possiamo educare e incoraggiare le persone a fare un piccolo, ma significativo passo avanti aggiornando il modo di fare il bucato, i risparmi sarebbero significativi. Risparmi per le persone in quanto utilizzerebbero di più i loro capi e avrebbero più denaro per acquistarli. Risparmi per quanto riguarda la loro impronta ambientale. E ancora più importante – aggiunge Butani – i milioni di tonnellate di CO2 risparmiati al pianeta”.

Felicità e lavoro, donne meno appagate degli uomini

Il 44% delle donne italiane non è appagato dalle opportunità di carriera. Dai dati dell’Osservatorio sulla Felicità condotto dall’Associazione Ricerca Felicità emerge che le donne si sentono meno felici sul lavoro rispetto agli uomini. Una sensazione confermata dal 41% delle intervistate, che si dichiara insoddisfatta del proprio compenso, mentre l’insoddisfazione per l’opportunità di sviluppo di carriera è per le donne maggiore di 9 punti percentuali rispetto agli uomini (35%). Del resto, l’insoddisfazione femminile nell’ambito professionale è il punto di partenza per una felicità equa nel mondo del lavoro.

Poca soddisfazione per compenso e opportunità lavorative

Il barometro della felicità misura la soddisfazione della popolazione italiana attiva nel mondo del lavoro basandosi su un sistema di misurazioni oggettive effettuate a cadenza annuale. L’obiettivo è aiutare le organizzazioni a considerare il tema della felicità in ambito lavorativo. I temi indagati dalla seconda edizione dell’Osservatorio riguardano la soddisfazione sul compenso e sulle opportunità lavorative. E i risultati parlano chiaro: le donne risultano meno soddisfatte rispetto agli uomini, il 41% del compenso, contro il 28% degli uomini, e il 44% per le opportunità di sviluppo di carriera, contro il 35% degli uomini.

Un punto di partenza su cui si è chiamati a riflettere

“I dati raccolti non hanno la pretesa di voler fornire risposte, si tratta di un punto di partenza su cui noi tutti siamo chiamati a riflettere – dichiara Elisabetta Dallavalle, Presidente dell’Associazione Ricerca Felicità -. Il nostro obiettivo è quello di captare i segnali provenienti dal mondo del lavoro, affinché si possano trovare gli strumenti utili per il raggiungimento di un benessere collettivo. Non sappiamo con assoluta certezza perché il 41% delle donne non siano soddisfatte del proprio compenso e il 44% non siano appagate dalle proprie opportunità di sviluppo di carriera sul lavoro, ma supponiamo possa esistere nella donna un certo grado di difficoltà nell’esprimere il proprio disagio in ambito lavorativo, e in questa ricerca penso abbiano voluto farlo presente”.

Meno divario per il rispetto e il riconoscimento dei propri meriti

Quanto a rispetto e riconoscimento dei propri meriti il divario tra uomo e donna è minore. Infatti, alla domanda “mi trattano con rispetto, senza discriminazione”, le risposte negativo da parte delle donne sono il 14%, mentre quelle degli uomini il 10%. Alla domanda “riconoscono sempre i miei meriti”, le risposte negative delle donne sono il 31%, contro il 28% di quelle degli uomini. Tuttavia, l’11,9% degli intervistati riconosce come falsa l’affermazione “mi aiuta a capire me stesso” in ambito lavorativo, così come è ritenuta falsa dal 12,2% l’affermazione “l’ambiente mi fa sentire compreso”.

Complessivamente, il campione ritiene di essere considerato dagli altri più felice di quanto si senta. Una sensazione lievemente più evidente per le donne (39% vs 36% uomini), anche rispetto a sentirsi veramente felici (26% vs 31% uomini).