Una cucina “TOP”

La scelta del TOP per la cucina è di fondamentale importanza al momento della progettazione dell’arredamento di questo ambiente della casa, poiché circa il 70% delle azioni svolte in cucina saranno fatte sul piano da lavoro. Lasciamoci guidare da Pedrazzini Arreda, storica azienda di cucine Milano, che ci fornisce alcuni consigli per questa scelta così importante.

Il cliente che intende acquistare una nuova cucina spesso si trova confuso di fronte a nomi futuristici, spiegazioni sul procedimento di realizzazione che ci lasciano ancora più spiazzati e prezzi di ogni livello. Per questo è necessario fare un po’ di luce sui vari materiali attualmente in commercio. Ne prenderemo in considerazione tre che sono i più richiesti attualmente dal mercato e che accontentano un po’ tutti i palati e i portafogli.

  • Di grande effetto e molto gettonato ultimamente è il top in Dekton®, una miscela composta da oltre 20 minerali naturali. Nel suo processo produttivo sono inseriti vetro, materiali ceramici e quarzo di altissima qualità. Tra le sue caratteristiche principali vanta l’estrema resistenza a graffi, abrasioni, macchie e calore. Non solo, è igienico, impermeabile ai liquidi ed è immune da impronte ed aloni. Grazie all’assenza di porosità, i piani ultracompatti in Dekton® sono molto resistenti e igienici e quindi particolarmente adatti per il top cucina dove sono spesso accompagnati da alzatina e schienale nello stesso materiale per completare l’area operativa in modo funzionale e con lo stesso stile. Avendo questa qualità e robustezza risulta essere una scelta ottimale se si è disposti a scendere a patti con il prezzo che è altrettanto importante.
  • Altro materiale molto performante e versatile è il Fenix, che, come suggerisce il nome, si rigenera da eventuali micrograffi superficiali grazie alla termoriparabilità. E’ composto da cellulosa e resine di nuova generazione, sottoposte contemporaneamente a calore e pressione in fase di realizzazione. In questo modo si può creare un prodotto omogeneo e non poroso ad alta densità con caratteristiche uniche. La caratteristica singolare del piano da cucina in Fenix è che si presenta soffice al tatto. Ha una buona resistenza ai graffi, agli urti, all’abrasione, allo strofinamento e al calore secco. Un’alta attività di abbattimento della carica batterica rende la sua superficie igienica, idrorepellente, antimuffa e facile da pulire. Unica “pecca” sta nella poca versatilità in termini di colori ed effetti che si ripercuote però positivamente sul prezzo che in questo caso è più accessibile rispetto al Dekton.
  • Ed eccoci giunti al nostro ultimo candidato: il top in Stratificato HPL. Questo tipo di piano lavoro è costituito da strati di HPL – high pressure laminate – uniti tra loro grazie alla combinazione di calore e alta pressione. Lo Stratificato HPL è un materiale di eccellente qualità per le sue potenzialità funzionali ed estetiche come la resistenza all’usura, agli agenti chimici e alle alte temperature (fino a 180°C). Essendo facile da pulire, atossico ed antibatterico, risulta molto apprezzato soprattutto per la sua resistenza alle sollecitazioni. Anche questo prodotto risulta essere molto performante e permette la realizzazione del top in diversi colori ed effetti (legno, pietra, marmo, marmo e cemento). Da non sottovalutare in fase decisionale è sicuramente il prezzo che risulta più abbordabile.

Come già anticipato ci sono molti altri materiali utilizzabili per il top cucina come il Quarzo, il Corian, il laminato, il marmo e altri ancora ma in ogni caso è importante farsi consigliare da esperti di settore che sapranno sicuramente indirizzarvi verso la soluzione più adatta ai vostri gusti, alle vostre esigenze e anche alle vostre tasche, per avere il top cucina adatto alla vostra cucina TOP.

Realizzare siti web professionali

Già… qualsiasi web agency si riempe la bocca di grandi parole e grandi progetti web: siti web impeccabili, responsive, perfetti, posizionati nella top 10 di Google. Già … peccato che almeno il 95% di esse non sarà in grado di farvi realizzare nulla attraverso il canale web. Perchè? Perchè se l’utente non si fida di voi, se non ha ben chiaro cosa fare quando naviga il vostro sito, se non ha la chiara percezione di un sito web professionale … beh, andrà altrove.

Cosa intendiamo per sito web professionale? Parecchie cose. Intanto un sito privo di evidenti lacune, difetti, problemi di navigazione e bug tecnici, che possano essere facilmente notati dall’utente finale e quindi penalizzare l’esperienza di navigazione. Poi preciso, completo, ricco di informazioni o, comunque, di contenuti di qualità: originali, ben scritti, strutturati nel modo giusto. Un sito che consenta una facile interazione con l’utente, una ricerca precisa all’interno delle pagine, una navigazione veloce ed esaustiva. Potremmo andare avanti ancora molto, le caratteristiche possono comunque essere riassunte in: un sito che genera conversioni.

Non è assolutamente semplice generare conversioni, ecco perchè WebSenior rappresenta un pò un’eccezione nel panorama delle web agency di Monza e Brianza. Realizza e posiziona siti web professionali in grado di generare contatti profilati, e di trattenere il visitatore per tutto il tempo necessario a massimizzare le possibilità che generi una richiesta. Team professionale, polivalente, molto disponibile e soprattutto continuamente aggiornato su SEO, SEM e web marketing in generale. Provate ad affidarvi a loro, e tornate su queste pagine per farci sapere com’è andata!

Hotel eco-friendly a Monza

Soggiornare all’interno di una struttura ricettiva  e avere la sensazione di stare bene come a casa è un qualcosa di difficilmente immaginabile, nonostante oggi hotel e alloggi di ogni tipo siano sempre più dotati di comodità e particolarità innovative. Le soluzioni di alloggio d’alto profilo proposte da Privilege Apartments superano questo luogo comune riuscendo veramente a regalare ad ogni ospite la piacevole sensazione di essere circondato da idee e soluzioni pensate appositamente per il suo comfort e benessere. Le camere che questo importante hotel a Monza propone ai clienti vantano infatti tutta la tecnologia applicata ai dispositivi di casa di cui si sente il bisogno, detta in gergo “domotica”, per rendere ancora più piacevole la permanenza in struttura. Le soluzioni d’alloggio sono inoltre state concepite secondo principi eco-friendly e dunque in grado di rispettare l’ambiente grazie al risparmio energetico che sono in grado di garantire.

Non solo comfort e benessere dunque, ma anche la certezza di un soggiorno in una struttura che ha un impatto molto più leggero sulla natura. L’angolo cottura inoltre, consente a tutti di potersi dedicare alla preparazione dei pasti in maniera autonoma, il che è un grande vantaggio soprattutto per le famiglie o gruppi. Le soluzioni di alloggio proposte da Privileg Apartments consentono dunque a tutti di poter vivere il soggiorno desiderato senza dover rinunciare a nessuna delle comodità di casa propria, sia che si viaggi per motivi di lavoro che per vacanza. Grazie al bellissimo parco di oltre 10km quadrati che si trova proprio dinanzi la struttura inoltre, è possibile immergersi nel verde e regalarsi una piacevole passeggiata a stretto contatto con la natura. Il comodo servizio transfer da e per gli aeroporti del milanese inoltre, consente di poter raggiungere velocemente la struttura o l’aeroporto senza l’assillo del dover ricerca una agenzia di noleggio che possa garantire il servizio.

IWM | Depuratori Acqua Domestici

Il 70% del nostro corpo è fatto d’acqua, garantire al nostro organismo il giusto apporto quotidiano di liquidi è quindi di fondamentale importanza per il nostro benessere. In particolare, bere dell’acqua buona è importante  per la nostra salute in quanto depura il corpo dalle tossine, mantiene la corporatura corporea, previene malattie renali, mantiene l’idratazione e favorisce la digestione. Spesso però l’acqua che arriva nelle nostre case tramite il rubinetto non è perfettamente equilibrata: un’acqua troppo ricca di un elemento e al tempo stesso povera di un altro può causare scompensi ed essere motivo di patologie anche serie, a lungo andare.

Chi è disposto quindi a risparmiare sulla propria salute? Nessuno, ragion per cui spesso si preferisce comprare dell’acqua minerale al supermercato, più costosa ma qualitativamente migliore e ben bilanciata. Certo, c’è lo svantaggio del dover spesso fare un salto in negozio a far rifornimento e dover poi trasportare fino in casa le pesantissime casse d’acqua. Il più delle volte, se non si è giovani e se non c’è l’ascensore a disposizione, può diventare davvero un problema provvedere all’approvvigionamento d’acqua potabile in appartamento. Esiste una soluzione in grado di rendere buona e sicura l’acqua del nostro rubinetto, consentendoci di risparmiare soldi e fatica?

Certo che esiste, ed è anche a portata di click! International Water Machines è una solida realtà in Italia nel settore del trattamento delle acque potabili, con una fitta rete di collaboratori e tecnici su tutto il territorio nazionale. Un depuratore acqua in casa ti consentirà di risparmiare tantissimo e bere da subito acqua pura. Scegli quello più adatto alle tue esigenze sul sito di IWM www.iwmceasa.it o lasciati consigliare da uno dei consulenti, ti aiuterà ad individuare il prodotto più adeguato a soddisfare le necessità tue e dei tuoi familiari. Contatta il numero verde 800 800 813 per richiedere tutte le informazioni di cui hai bisogno, riceverai una risposta rapida ed esauriente.

Cialde Lavazza a Modo Mio | Il caffè come lo vuoi tu

Adori anche tu, al mattino, prepararti un buon caffè e sentire quel delizioso profumo nell’aria a darti il buongiorno? Diciamoci la verità, è un piacere quotidiano al quale nessuno è disposto a rinunciare, ma oggi non è semplice trovare un caffè che sia veramente buono e profumato come quello del bar. Proprio per questo spesso si finisce con l’accontentarsi di un prodotto che non è esattamente quello desiderato ma che semplicemente si avvicina alla bevanda che tanto apprezziamo. Ciò non significa che sia impossibile gustare un ottimo caffè anche a casa, ma vuol dire semplicemente che non si è ancora scoperta la praticità e la grande qualità delle cialde Lavazza a Modo Mio, proposte dal sito web di cui parliamo che è www.cialdamia.it. Parliamo del sistema di caffè a cialde più apprezzato dagli italiani e le uniche veramente in grado di non far rimpiangere il caffè cremoso del bar. Grazie a queste comode capsule è possibile avere un caffè squisito con un semplice gesto della mano ed in pochi secondi, a casa come in ufficio, per gustare pienamente una parentesi di gusto e relax.

Il bello delle cialde Lavazza a Modo Mio, oltre alla loro confezione assolutamente in grado di preservare la freschezza e garantire ogni volta sensazioni sopraffine, è che queste sono veramente in grado di accontentare i gusti di tutti. Sia che si preferisca bere un caffè classico, uno particolarmente corposo o uno aromatizzato con le miscele più particolari e ricercate, Lavazza mette a disposizione degli appassionati capsule di ogni gusto e tipologia, veramente in grado di soddisfare le richieste e le preferenze di tutti. Perché dunque accontentarsi di un caffè qualsiasi e poco raffinato, quando è possibile scegliere un ottimo prodotto dalle miscele ricercate ed in grado di offrire ad ogni sorso quella piacevole sensazione che si prova al bar? Con le cialde Lavazza a Modo mio potrai finalmente avere il caffè che desideri in ogni momento della giornata, scoprine il gusto!

La cessione del credito e il Superbonus 110%

Il Superbonus, lo strumento previsto dal Decreto Rilancio, eleva al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per interventi specifici di efficientamento energetico e sicurezza antisismica realizzati sulle abitazioni. Con l’attivazione della piattaforma online dell’Agenzia delle entrate per la cessione del credito d’imposta ora è possibile avvalersi di questa misura, optando, tra l’altro, per il trasferimento alla banca per ottenere liquidità immediata. Ma come funziona la cessione del credito? Lo spiega l’Abi, che illustra le principali novità introdotte dalla nuova agevolazione fiscale.

A chi può essere ceduto il credito d’imposta? 

Uno degli aspetti principali del Superbonus è infatti rappresentato dalla possibilità di optare per la cessione del credito di imposta o per lo sconto in fattura, anziché portare in detrazione in cinque anni le spese sostenute per gli interventi sugli immobili. Secondo quanto previsto dal Decreto Rilancio le banche possono favorire la realizzazione degli interventi agevolati dal bonus fiscale anticipandone l’importo, e finanziando i lavori, anche a chi al momento non ha la disponibilità necessaria. Ma a chi può essere ceduto il credito d’imposta? Il credito d’imposta, spettante a fronte dell’esecuzione dei lavori agevolati con il Superbonus, può essere ceduto all’impresa fornitrice degli interventi o ad altri soggetti privati, tra cui banche e intermediari finanziari.

Il beneficiario del Superbonus può optare per il trasferimento del credito d’imposta alla banca

Le banche possono favorire la realizzazione degli interventi agevolati dal bonus in tre modi: scontando il bonus fiscale del cittadino (o condominio) che ha riqualificato l’immobile, effettuando l’operazione di sconto in favore dell’impresa che ha realizzato i lavori e si è fatta cedere dal committente il bonus fiscale a fronte di una riduzione del prezzo in fattura, o concedendo, su richiesta dei clienti, finanziamenti ponte che poi possono essere estinti in tutto o in parte con la cessione del credito d’imposta alla banca. Il beneficiario del Superbonus può optare quindi per il trasferimento del credito d’imposta alla banca per ottenere liquidità immediata, senza la necessità di dover recuperare il beneficio fiscale nella dichiarazione dei redditi.

Cosa significa cedere il credito d’imposta alle banche?

Per poter cedere il credito d’imposta alle banche è necessario che siano state già pagate le fatture relative al saldo o agli stati di avanzamento dei lavori (SAL), che non possono essere più di due per ciascun intervento complessivo e ciascuno dei quali deve riferirsi ad almeno il 30% del medesimo intervento. Al termine dei lavori, la cessione del credito di imposta del 110% dei lavori effettuati consente il rimborso del prestito della banca. Il finanziamento, infatti, potrà essere estinto in tutto o in parte, attraverso la cessione del bonus fiscale una volta che questo entrerà nel cassetto fiscale del cliente alla conclusione dell’intervento di riqualificazione o degli stati di avanzamento dei lavori intermedi.

Più 24% i consumi di pasta durante il lockdown

Nel 2020, complice il lockdown i consumi sono aumentati in media del 24% a livello globale. Durante il lockdown Germania, Francia, Regno Unito e Stati Uniti hanno aumentato i loro consumi di pasta di oltre il 20%, e in Italia addirittura oltre il 28%.

“I Paesi che più sono stati colpiti dalla pandemia e che più hanno sofferto per il lockdown si sono riversati sugli scaffali della grande distribuzione e hanno acquistato la pasta”, commenta Riccardo Felicetti, presidente dei pastai italiani di Unione Italiana Food. In occasione della giornata mondiale della pasta del 25 ottobre Unione Italiana Food e ICE hanno commissionato a Doxa una ricerca che ha confermato le immagini dei carrelli della spesa durante i mesi più difficili della pandemia.

Gli italiani ne consumano oltre 23 chili pro capite

Italia, Germania, Francia, UK e USA rappresentano più di un terzo del consumo mondiale di pasta. La media di consumo pro capite è di 9 chili all’anno negli Usa, 8 in Francia e Germania, 3,5 nel Regno Unito. In Italia, invece, se ne consumano oltre 23 chili pro capite, e 6 persone su 10 la portano in tavola tutti i giorni. L’Italia inoltre è il primo produttore mondiale, con 3,5 milioni di tonnellate nel 2019 (+4% su 2018), e il maggiore esportatore. Il 60% della produzione nazionale finisce all’estero, il che significa tre piatti di pasta su quattro mangiati in Europa sono italiani, uno ogni quattro a livello globale.

Semplice da cucinare, si abbina a qualsiasi tipo di condimento

Ma quali sono le ragioni che durante il lockdown hanno spinto i consumi di pasta? “La prima ragione – spiega Felicetti – è che la pasta è semplice da cucinare, da stockare, si abbina a qualsiasi tipo di condimento ed è verticalmente piacevole sia al nonno che al bambino, che devono essere alimentati allo stesso modo”. Quello che consente di fare la pasta è di poter giocare con formati e abbinamenti per proporre piatti ogni volta diversi. Piatti che durante il lockdown hanno registrato un’evoluzione nelle preferenze dei consumatori. “All’inizio c’è stata un’attenzione particolare a formati facili, ma poi – continua il presidente di Unione italiana food – ci si è spostati a utilizzare anche altri formati”, anche biologici e integrali.

Nel retail punte del 28%-30% di crescita Le esportazioni quest’anno sono destinate a chiudere l’anno con un incremento del 20%, e in Italia, nonostante il crollo dei consumi fuori casa, il saldo a fine anno potrebbe essere intorno al 15%. Il consumo italiano nel retail è arrivato invece a punte del 28-30% di crescita, e per fine anno potrebbe aggirarsi intorno al 20-25%. “Tutti gli approvvigionamenti saranno rimodulati su numeri che non sono quelli delle campagne precedenti – aggiunge Felicetti – riteniamo che una parte della crescita di quest’anno rimanga strutturale per l’affetto che si è creato intorno alla pasta”.

Estate 2020, 34 milioni gli italiani in vacanza, ma -16 milioni i turisti stranieri

Il bilancio dell’estate 2020 segna un calo del 13% di turisti rispetto allo scorso anno. Sono infatti 34 milioni gli italiani che quest’anno hanno deciso di andare in vacanza, ma per effetto dell’emergenza Covid 19 sono 16 milioni i turisti stranieri che non hanno visitato il nostro Paese. L’Italia è stata la destinazione preferita dal turismo nostrano, ed è stata scelta come meta dal 93% dei viaggiatori italiani rispetto all’86%% dello scorso anno. E 1 italiano su 4 (25%) ha scelto una destinazione vicino casa, all’interno della propria regione di residenza. È quanto emerge da un’analisi Coldiretti/Ixè, che segnala anche un leggero accorciamento della durata delle vacanze, scese in media sotto i 10 giorni.

Crescono la montagna e il turismo di prossimità. Bene le case in affitto, male gli alberghi

Se la spiaggia resta la meta preferita crescono la montagna e il turismo di prossimità, con la riscoperta dei piccoli borghi e dei centri minori nelle campagne italiane in alternativa alle destinazioni turistiche più battute, dal mare alle città d’arte. La stragrande maggioranza degli italiani in viaggio ha scelto poi di alloggiare in case di proprietà, di parenti e amici o in affitto, mentre gli alberghi sono stati quasi “disertati”. Segnali incoraggianti, secondo Coldiretti, si notano invece per i 24 mila agriturismi prenotati soprattutto a settembre, riporta Askanews, con la crescita del turismo ambientale e naturalistico.

Turismo straniero azzerato dai vincoli e le preoccupazioni resi necessari dall’emergenza Covid

Durante i mesi di luglio, agosto e settembre a pesare è stata soprattutto l’assenza dei 16 milioni dei cittadini stranieri in visita nel nostro Paese per motivi di vacanza, quest’anno praticamente azzerati dalle preoccupazioni e dai vincoli resi necessari per affrontate l’emergenza Covid. Una mancata presenza che, secondo l’analisi della Coldiretti, è costata 12 miliardi al sistema turistico nazionale per l’assenza di spese negli alloggi, nell’alimentazione, nei trasporti, ma anche nei divertimenti, lo shopping e i souvenir.

Spese per le vacanze, -25% rispetto al 2019

Estate 2020, 34 milioni gli italiani in vacanza, ma -16 milioni i turisti stranieriPeraltro anche gli italiani in vacanza hanno “tirato la corda”, con una spesa media destinata alle vacanze estive crollata a 588 euro per persona, un calo del 25% rispetto allo scorso anno. Questo, per effetto sia di ferie più brevi, della durata media di meno di 10 giorni, sia perché meno lontane e dedicate soprattutto al relax familiare. Per la metà dei viaggiatori, precisa la Coldiretti, la spesa per persona è stata al di sotto dei 500 euro, per il 34% dei viaggiatori tra i 500 e i 1000 euro, per il 12 % tra i 1000 e i 2000 euro, mentre percentuali assai più ridotte hanno superato questo limite.

Cibo e bugie: la propensione a mentire dipende anche da quanto si mangia?

Più si mangia più si mente? È la domanda posta da uno studio che getta le basi per comprendere l’influenza del metabolismo sulla propensione a mentire. La ricerca, a cui ha partecipato l’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Istc) è stata condotta dal Joint Research Center della Commissione Europea e il Gate-Lab del Cnr francese su 150 soggetti, e dimostra che la propensione a dire il falso dipende in parte dai livelli di glucosio nel sangue. E che quindi potrebbe esserci un legame tra menzogna e obesità.

I cambiamenti dello status energetico possono influenzare diversi processi cognitivi

“A oggi sappiamo che i cambiamenti dello status energetico a breve termine, come quelli indotti dal digiuno o dalla sazietà, e quelli a lungo termine, come quelli associati all’obesità, possono influenzare una vasta gamma di processi cognitivi”, tra cui l’autocontrollo, spiega Eugenia Polizzi, ricercatrice Cnr-Istc e autrice dello studio. Ed è proprio l’autocontrollo un elemento centrale per la capacità di compiere scelte etiche e morali.

Solo i soggetti con indice di massa corporea sotto ai 25 hanno dimostrato di essere più onesti

In pratica i partecipanti all’esperimento hanno ricevuto un bicchiere coperto con dentro un dado a 3 facce colorate. A seconda del colore riportato, i soggetti avrebbero ricevuto una ricompensa differente. Metà dei soggetti ha tirato il dado prima di ricevere una colazione standard in laboratorio, mentre l’altra metà subito dopo averla fatta. Il risultato del dado era visibile solamente al partecipante, che poteva quindi barare. Ma poiché ogni colore ha 1/3 di probabilità di uscire, scostamenti da questa percentuale suggeriscono disonestà a livello di gruppo.

“Se brevi cambiamenti nello status energetico incidessero sulla propensione a mentire ci aspetteremmo che i soggetti a digiuno mentano più di quelli sazi, indipendentemente dalla situazione energetica globale – prosegue la ricercatrice -. Tuttavia, i risultati forniscono solo un supporto parziale a questa previsione. Infatti, solamente i soggetti con indice di massa corporea sotto ai 25, e in particolare donne, hanno dimostrato di essere più onesti dopo aver fatto colazione”.

L’obesità deriva da un’interazione tra aspetti comportamentali, neuronali e metabolici

Al contrario, si stima che quando la bugia serviva a evitare di riportare il colore associato a zero ricompense più dell’80% dei soggetti obesi abbia mentito, riporta Askanews.

“Questo dato ci dice che la condizione di obesità potrebbe essere associata a una difficoltà a gestire potenziali perdite” sottolinea Eugenia Polizzi. Ma se risulta difficile “spiegare l’influenza del metabolismo sul rispetto delle norme morali soltanto attraverso una prospettiva energetica”, aggiunge la ricercatrice, evidenze crescenti suggeriscono come l’obesità derivi da una complessa interazione tra aspetti comportamentali, neuronali e metabolici associati.

Donne e lavoro, come attrarre i talenti femminili col pallino per la scienza

Nonostante la disuguaglianza di genere, i talenti al femminile per le materie tecnico-scientifiche sono al centro dell’interesse delle aziende. Quando i team di manager sono composti da uomini e donne le imprese hanno il 21% di possibilità in più di essere più redditizie (fonte il report McKinsey e Accenture 2019), e le company con una cultura di parità raggiungono livelli di innovazione tre volte superiori alle concorrenti gestite solo da uomini. Come attrarre quindi donne manager col pallino per la scienza? La ricetta per diventare imprese a misura di cervelli femminili (e guadagnarci) la fornisce il report di Universum Global, dedicato alle giovani laureate nelle materie tecnico scientifiche a caccia di nuovo impiego.

L’uomo guarda prima di tutto ai guadagni futuri

Lo studio, che invita le imprese in ritardo a recuperare personale al femminile per battere la concorrenza, lascia la parola ai talenti femminili, che svelano ambizioni e obiettivi di carriera, riporta Ansa. Il campione è composto da scienziate, ingegneri e matematiche neolaureate, e l’obiettivo è capire le diversità fra uomini e donne. Il sondaggio attesta che mentre gli uomini nei futuri datori di lavoro cercano prima di tutto altri guadagni futuri (49%), poi puntano all’innovazione (48%) e all’opportunità di formazione e sviluppo personale (42%), le donne la pensano diversamente.

Per “lei” l’opportunità di formazione e sviluppo professionale è al primo posto

Per le donne l’opportunità di formazione e sviluppo professionale è al primo posto (45%), i guadagni futuri sono al secondo, a pari merito col desiderio di un’occupazione fissa (43%). “Le donne ricercano un lavoro sicuro più degli uomini – spiegano gli autori del report -. L’interpretazione più semplice è che le donne vogliano ridurre al minimo le possibilità di licenziamento, ma realisticamente significa invece che riducono al minimo il rischio di lasciare l’impresa che quindi può investire di più su di loro”.

La lista dei desideri femminili prosegue, e al terzo posto compare un ambiente lavorativo amichevole (42%), mentre gli uomini preferiscono che sia creativo e dinamico (41%). Le donne poi cercano di instaurare buoni rapporti nel team, gli uomini se ne occupano meno.

I settori più attraenti per le donne con la passione per le materie scientifiche

I primi dieci settori più attraenti per le donne con la passione per le materie scientifiche sono software, informatica, sviluppo multimediale e intrattenimento digitale (22%), ingegneria industriale e manifatturiera (14%), aerospaziale e difesa (14%), edilizia e ingegneria civile (13%), industria chimica (12%), farmaceutico e biotecnologico (12%), energia (12%). Seguono, all’11%, ambiti istituzionali educativi e scientifici, tecnologia hardware, arte, intrattenimento e ricreazione.

“Il problema diventa significativo per le donne che vogliono tempo libero per la famiglia – si legge nell’indagine -. Un’azienda può offrire diverse opzioni di congedo mantenendo alto il rendimento femminile, ma anche quando le company dichiarano di sostenerle, le donne affermano che l’esperienza vissuta è purtroppo diversa”.

Second Hand Economy, in Italia un business che vale 24 miliardi di euro (grazie all’ecommerce)

L’usato si sta rivelando un’autentica miniera d’oro: questo specifico settore, la cosiddetta second hand economy, nel 2019 ha prodotto nel nostro paese un valore di ben 24 miliardi di euro. Una cifra ragguardevole – pari a circa l’1,3% del Pil nazionale – movimentata soprattutto dagli scambi online. Ma ci sono altri elementi che evidenziano quanto questa tendenza sia in ascesa: negli ultimi 5 anni è stata registrata una crescita del 33%, trainata soprattutto dall’ecommerce, che l’anno scorso ha generato valore per 10,5 miliardi (circa il 45% del totale).

Perché piace l’usato

Sono diverse le motivazioni che spingono gli italiani a fare shopping di oggetti di seconda mano, spiega una ricerca condotta da BVA Doxa per Subito.it: in particolare, piacciono velocità, accessibilità, semplicità e convenienza nella compravendita online, insieme a una più generale attenzione alla sostenibilità, al riuso e al risparmio. Se le giovani famiglie (75%) e la Gen Z (69%) si rivolgono sempre più spesso al mercato dell’economia dell’usato, i Baby Boomers non sono da meno, con oltre 6 italiani su 10 nella fascia di età 55-64 anni che comprano e vendono oggetti di seconda mano. La richiesta di oggetti di seconda mano, poi, ha avuto un ulteriore rilancio dopo il periodo di emergenza sanitaria degli ultimi mesi: molti nostri connazionali hanno deciso di optare per comportamenti virtuosi, per un’economia circolare sempre più rilevante e capace di generare valore reale in modo sostenibile.

Cosa e perché si compra di seconda mano?

Rispetto a cosa gli italiani hanno comprato di più online nel 2019, la classifica è guidata dal settore Casa&Persona (73%), seguito da Sports&Hobby (63%), Elettronica (57%) Motori (42%), Arredamento e casalinghi (36%), Libri e riviste e Informatica (pari merito al 30%) e Abbigliamento e accessori (26%). Comprare e vendere usato si conferma al quarto posto tra i comportamenti sostenibili più diffusi tra gli italiani (49%), subito dopo la raccolta differenziata (95%), l’acquisto di lampadine a LED (77%) e di prodotti a chilometro zero (56%). In linea con quanto rilevato nel 2018, continua a crescere l’importanza che viene data all’aspetto valoriale nella decisione di puntare sull’economia dell’usato, perché porta vantaggi non solo a livello personale, ma anche all’ambiente e alla società. La second hand economy è quindi sempre più una scelta sostenibile (44%), intelligente e attuale (40%), ma anche un modo per dare valore alle cose (37%). E il fatto che sempre di più gli acquisti di seconda mano siano una scelta, e non una necessità, è confermato da un dato importante: nel 2019 cala la quota di chi acquista second hand per risparmiare (59%). Ancora, oltre 7 intervistati su 10 (71%) ritengono che la second hand economy sia destinata a crescere ancora nei prossimi cinque anni, diventando sempre più una scelta consapevole e green (48%), un ottimo strumento per risparmiare (47%) e per rendere i consumi accessibili a più persone (30%).

Abitare prima e dopo il Covid-19, le soluzioni dei designer

L’emergenza Covid-19 sta cambiando le regole dell’abitare, la progettazione di quartieri, edifici, condomini e abitazioni in nome del rispetto per ambiente e salute. Di fatto, c’è un prima e un dopo Covid-19: sono bastati due mesi per condizionare ogni aspetto della nostra esistenza, a partire dalle abitazioni. Nei mesi di lockdown le nostre case si sono rivelate insufficienti a soddisfare i nuovi bisogni di famiglia, lavoro, socialità e igiene. Magari tutto sarà come prima, ma per ora la pandemia ha stimolato la riflessione di architetti, designer e progettisti, intenti a tracciare nuovi modi per abitare riconfermando il ruolo sociale dell’architettura.

Architettura ed economia circolare

Design Force, composto da studi di architettura, design italiani e internazionali, imprese e professionisti, ha tracciato il futuro dell’abitare nel progetto di DesignTech sviluppato nell’ambito di Mind (Milano Innovation District), l’hub di innovazione tecnologica dedicato al design. Secondo Design Force i nuovi edifici avranno una sorta di data di scadenza, e una volta invecchiati potranno essere smontati invece che demoliti, perché costruiti in blocchi di moduli interamente riciclabili. Gli edifici saranno progettati in modo biodinamico, con sistemi di areazione e regolazione della temperatura comandati da camini solari e torri del vento, saranno illuminati con luce naturale e dotati di soluzioni isolanti e schermatura solare, oltre che composti da materiali nobili per l’ambiente, riporta Ansa.

Gli spazi interni diventeranno ibridi

Architetti e designer stanno progettando nuovi sistemi di ventilazione naturale e ricambi d’aria automatici aperti, e non chiusi come accade per l’aria condizionata. Porte e superfici di casa verranno comandate con sensori anche indossabili o controlli vocali, e tutto sarà touchless. In casa non ci sarà più spazio per materiali sintetici, ma solo naturali e germorepellenti, come bronzo, rame e ottone. Gli interni saranno ibridi, con pareti flottanti e quinte a scomparsa. I mobili saranno su rotaie o su ruote per adattarsi gli ambienti a seconda delle necessità. E di sicuro finirà l’era dei loft minimalisti. Secondo gli esperti gli spazi diventeranno ibridi, trasformandosi da luoghi di lavoro a spazi di svago e co-living anche grazie alla domotica.

Dalla smart city alla safe city Anche gli spazi all’aperto cambieranno. In questi mesi abbiamo assistito e vissuto un nuovo uso degli spazi interstiziali alle nostre abitazioni, come pianerottoli, balconi, ballatoi, terrazzi e cortili condominiali, piani scala e parcheggi. Queste aree sono divenute estensioni del nostro vivere quotidiano, e saranno attrezzate con strutture modulari ibride montabili, smontabili e aggregabili. Gli autori sostengono che passeremo dalle smart cities digitalizzate alle safe cities, dove la tecnologia dialogherà con la sicurezza e il distanziamento. Anche con la progettazione di quartieri in cui negozi e luoghi di socialità non saranno più concentrati in pochi isolati, ma diffusi nello spazio. In modo da creare multi centri per decomprimere le aree troppo affollate

Matrimoni, feste e viaggi. I soldi persi dagli italiani a causa del Covid-19

I mesi primaverili per tradizione sono quelli in cui si celebrano matrimoni, comunioni, e cresime, o ci si concede un viaggio per le vacanze pasquali. La quarantena quest’anno ha però costretto più di 9,6 milioni di famiglie italiane a cancellare o rimandare impegni già programmati, e per i quali le spese erano già state sostenute. Da un’indagine di Facile.it commissionata all’istituto mUp Research, in collaborazione con Norstat, emerge che più di 5,1 milioni di famiglie, pari al 27,6% dei nuclei familiari italiani, hanno dovuto annullare i festeggiamenti, anche se avevano già sostenuto i costi legati alla ricorrenza.

Compleanni e matrimoni non rimborsati

Un caso particolare è quello legato alle feste di compleanno previste in sale prese in affitto. Il 13,7% delle famiglie è stato costretto ad annullarle, e più della metà (50,8%) non è riuscita a ottenere un rimborso. È andata meglio al 13,4% di coloro che hanno ottenuto un rimborso completo, o al 22,9% che almeno ha avuto la possibilità di riutilizzare, sia pure in un’altra data, quanto già pagato.

Oltre 1,1 milioni di famiglie, poi, erano coinvolte in matrimoni che gli sposi sono stati costretti ad annullare. Ma oltre al danno hanno subito anche la beffa, visto che il 29,1% di loro non ha ottenuto alcun rimborso per la cerimonia cancellata.

Il 34,8% di famiglie ha dovuto disdire un viaggio

Sono il 34,8% le famiglie italiane che sono state costrette ad annullare una vacanza in tutto o in parte già pagata. Tra queste, quasi una su tre (poco più di 2 milioni di nuclei) non è riuscita a ottenere alcun rimborso, e se si considerano anche coloro che hanno ottenuto solo un rimborso parziale si arriva a 3 milioni di famiglie. Il 20,8% dei nuclei familiari non ha potuto usufruire del biglietto aereo, navale o ferroviario. Come forma di rimborso, nel 35% dei casi è stato offerto un voucher da poter riutilizzare in un’altra data, ma una famiglia su 4 (25,5%), non ha ottenuto alcun rimborso, riporta Adnkronos.

Il 13,7% poi ha dovuto annullare prenotazioni fatte in hotel e B&B, e se il 35,5% dei nuclei familiari ha ottenuto dalla struttura un rimborso completo, al 32,6% è stata data la possibilità di cambiare la data di check-in.

Eventi e manifestazioni annullate

Tra gli impegni che gli italiani hanno dovuto annullare ci sono anche la partecipazione a eventi, manifestazioni, congressi, concerti, fiere e spettacoli. Questo riguarda il 25,2% delle famiglie italiane. Più in particolare, il 12,3% non ha potuto assistere a concerti o spettacoli teatrali, anche se nel 49,2% dei casi è stata data la possibilità di riutilizzare quanto già acquistato in un’altra data. Nel 33,6% dei casi però non si è ottenuto alcun rimborso.

Il 7,8% delle famiglie ha dovuto anche disdire la partecipazione a eventi sportivi, valore che raggiunge il 10,5% nei nuclei con 4 o più componenti, e sale fino al 10,8% nelle famiglie in cui sono presenti figli minorenni.

Covid-19, turismo e rimborsi: la scelta spetta all’organizzatore

Il decreto legislativo del 2 marzo 2020 prevede misure finalizzate a evitare di porre in difficoltà le imprese del Turismo che, a causa delle cessazione di ogni forma di viaggio per la crisi Covid-19, hanno azzerato la loro produzione. Allo stesso tempo, il Dl ha disposto anche misure relative al rimborso di titoli di viaggio e pacchetti turistici ai consumatori. All’art. 28, comma 5, il Dl stabilisce infatti che in caso di recesso, l’organizzatore può offrire al viaggiatore un pacchetto sostitutivo di qualità equivalente o superiore, e può procedere al rimborso, oppure può emettere un voucher da utilizzare entro un anno dalla sua emissione, di importo pari al rimborso spettante. Le associazioni del comparto del turismo organizzato, Astoi Confindustria viaggi, Aidit, Assoviaggi e Fto, fanno perciò chiarezza sull’utilizzo dei voucher, e la scelta di rimborsare o meno, spiegano, è solo in capo all’organizzatore

Il testo normativo non lascia adito a dubbio

Il tenore letterale del testo normativo, spiegano le Associazioni, non lascia adito a dubbio alcuno circa il fatto che la scelta in merito alle gestione delle conseguenze del recesso dal pacchetto turistico, con l’adozione di una tra le opzioni indicate, è rimessa esclusivamente all’organizzatore (tour operator o agenzia di viaggio) e non al viaggiatore. Questo, contrariamente a quanto affermato da alcune Associazioni di Consumatori, riporta Askanews. L’intento perseguito dal Legislatore italiano risponde infatti all’esigenza precisa e prioritaria di evitare di porre le aziende in default finanziario, consentendo loro di emettere un voucher di valore corrispondente alle somme versate dai viaggiatori in alternativa al rimborso del prezzo.

Si richiama l’attenzione sul valore di tutela dell’interesse generale

Pertanto, appare strumentale e fuorviante l’informazione che spetti al consumatore scegliere se usufruire del voucher ovvero ottenere il rimborso, o che la scelta operata dall’organizzatore sia soggetta a forme di accordo o di accettazione da parte del consumatore. A fugare ogni eventuale dubbio residuo, ammesso che di dubbi si voglia parlare poiché il dettato normativo non necessita di interpretazione stante la sua chiarezza, si richiama l’attenzione sul valore di tutela dell’interesse generale sotteso alle norme emanate in situazione di contingenza. Le misure sopra richiamate infatti assumono valore, come espressamente si legge nel decreto, di norme di applicazione necessaria.

Disposizioni straordinarie che prevalgono su tutte le altre norme

Le norme di applicazione necessaria sono disposizioni il cui rispetto è ritenuto cruciale da un Paese per la salvaguardia dei suoi interessi pubblici, quali la sua organizzazione politica, sociale o economica. Al punto da esigerne l’applicazione a tutte le situazioni che rientrino nel loro campo d’applicazione, qualunque sia la legge applicabile ai contratti.

Si tratta quindi di disposizioni straordinarie, emanate in situazioni di emergenza, come nel caso di specie, che prevalgono su tutte le altre norme, applicabili in situazioni di normalità. Ne discende che se valessero le disposizioni ordinarie, che prevedono la restituzione al viaggiatore delle somme versate, non ci sarebbe stata alcuna necessità di indicare le disposizioni dell’art.28 quali norme di applicazione necessaria.