Nonostante le tensioni commerciali e l’incertezza sui mercati internazionali, gli analisti guardano con fiducia al prossimo futuro. La riunione della Banca Centrale Europea ha portato un nuovo intervento sui tassi di interesse: un taglio di 25 punti base che può offrire un po’ di respiro ai titolari di mutui a tasso variabile.
Secondo le stime di Facile.it e Mutui.it, una riduzione simile si dovrebbe tradurre in un calo della rata media da 640 a 623 euro, con un risparmio mensile di circa 17 euro per un mutuo standard.
Mutui variabili: tendenze in calo per tutto il 2025
Le proiezioni sui futures Euribor a 3 mesi, aggiornate all’11 aprile 2025, anticipano un ulteriore calo graduale dell’indice: dal 2,07% previsto a metà anno, si arriverebbe all’1,76% entro dicembre. Se queste stime si realizzeranno, la rata di un mutuo tipo potrebbe scendere fino a 598 euro, portando un beneficio annuo complessivo di oltre 40 euro al mese rispetto ai livelli attuali.
Gli effetti delle tensioni globali sui mutui a tasso fisso
Il recente braccio di ferro commerciale tra USA e Cina ha avuto un impatto indiretto anche sul mercato europeo dei mutui, in particolare su quelli a tasso fisso. L’impennata dei rendimenti dei titoli di Stato americani ha trascinato verso l’alto anche i titoli europei, facendo aumentare leggermente il valore dell’IRS, cioè il parametro su cui si calcolano i mutui fissi.
Tuttavia, come precisano gli esperti di Facile.it, si tratta di “oscillazioni temporanee, che negli ultimi giorni sembrano già rientrare”.
Fisso o variabile: una scelta da valutare con attenzione
Attualmente il mutuo a tasso fisso resta leggermente più vantaggioso: le migliori offerte partono da un Tan del 2,76%, corrispondente a una rata mensile di 582 euro, contro un Tan del 2,97% e una rata di 596 euro per i variabili.
Ma lo scenario potrebbe cambiare: l’Euribor è sceso sotto l’IRS e, con un eventuale aggiustamento degli spread, i mutui variabili potrebbero tornare competitivi.
Mutui flessibili e surroga: opportunità da considerare
La decisione sul tipo di tasso dipende da molti fattori: reddito, durata del mutuo, propensione al rischio. “Il tasso fisso offre stabilità, il variabile può dare un vantaggio economico, ma va seguito con attenzione”, spiegano da Facile.it.
Infine, la surroga resta una possibilità concreta: si può iniziare con un fisso, più sicuro, e valutare un passaggio al variabile se in futuro le condizioni saranno davvero favorevoli.