Autore: Martina Pellegrini

DE&I: come comunicare le iniziative aziendali in ambito sociale?

Nelle strategie aziendali, il tema della Diversity, Equity & Inclusion (DE&I) ha assunto progressivamente un ruolo centrale. Le imprese hanno compreso che la valorizzazione delle differenze non è solo una questione etica, ma rappresenta un significativo vantaggio competitivo.
Eppure, nonostante questa consapevolezza, molte aziende continuano a interrogarsi sull’opportunità di comunicare esternamente le proprie iniziative in ambito DE&I, prediligendo una comunicazione interna delle stesse.

Viceversa, alcuni brand hanno deciso di schierarsi apertamente nella promozione dei principi DE&I, ottenendo però una risposta incerta, e non pienamente efficace da parte del pubblico.
Questo perché le sensibilità e le attese sui questi temi sono molteplici e sfaccettate, sia per quanto riguarda il genere sia la fascia d’età.

Perché le imprese dovrebbero parlare di parità di genere?

Come uscire, allora, da questa impasse?
Considerando la parità di genere, uno dei temi che rientrano nell’ambito delle politiche DE&I, una ricerca di Eumetra mostra come l’impegno delle imprese nell’affrontare la parità di genere, oltre a essere richiesto dal pubblico (62% donne, 39% uomini), contribuisca positivamente a migliorare la reputazione aziendale (40% donne, 29%).

Sempre secondo il sondaggio, per favorire un ambiente più inclusivo e collaborativo, incrementare il benessere e coinvolgimento dei dipendenti, esprimere l’impegno a favore della collettività, attrarre le nuove generazioni.
Tutto ciò si traduce anche in benefici economici, perché un ambiente più equo e motivante aumenta la produttività, riduce il turnover, attira talenti e investitori, rafforza la fidelizzazione e il vantaggio competitivo.

Il rischio social washing in pubblicità

Tuttavia, comunicare male o in modo incoerente provoca la percezione che si tratti solo di una moda o di social washing, mettendo a rischio la credibilità e l’autenticità dell’impegno dichiarato.
Inoltre, oggi in generale le persone si sentono poco rappresentate dalla pubblicità, in termini di genere e di età. Solo 1 persona su 5 ritiene che le pubblicità rappresentino il proprio genere.

E il quadro peggiora in riferimento alle età: GenZ e Boomer sono le generazioni che si riconoscono meno nella comunicazione pubblicitaria dei brand, forse perché in molti settori fa ancora largo uso di luoghi comuni.
Al contrario, le campagne che evitano stereotipi ispirano maggiore fiducia nel marchio.
Lo sostiene il 66% degli intervistati, soprattutto donne e appartenenti alla Gen Z.

Verificare la coerenza tra dichiarazioni e azioni

Per valutare le campagne di comunicazione in ambito DE&I, Eumetra ha sviluppato una metodologia basata su dati relativi al rapporto tra consumatori e imprese nei temi della Corporate Social Responsibility (CSR) per identificare gli asset più rilevanti e le aree di miglioramento.

L’applicazione della metodologia Eumetra consente di verificare la coerenza tra dichiarazioni e azioni, poiché misura quanto il brand stia agendo in modo efficace. 
Attraverso questa valutazione, le aziende possono comprendere quanto il loro brand sia percepito come inclusivo, quali elementi migliorare, e quali risultati aspettarsi da una strategia di comunicazione più inclusiva ed efficace.

Logistica ed e-commerce: nel 2025 mobilita 217 miliardi di pacchi e per oltre 20 trilioni di dollari 

Nel 2025 il valore totale delle transazioni globali toccherà 20,36 trilioni di dollari. Alla crescita continua dei pagamenti digitali si affianca il boom delle spedizioni online, che nel 2025 supereranno 217 miliardi di pacchi, con una previsione di crescita dell’8% rispetto al 2024.

Nel settore della Logistica, l’e-commerce continua a registrare una crescita esponenziale anche in Italia, dove oltre il 24% delle spedizioni riguarda il settore Abbigliamento, Sport e Accessori, mentre Informatica ed Elettronica rappresentano oltre il 18% del totale.
Sono alcune evidenze presentate a Milano in occasione di Netcomm Focus Payment & Logistics 2025, evento annuale del Consorzio del commercio digitale in Italia.

Innovazione e crescita dei volumi

L’analisi delle categorie merceologiche emersa dalla ricerca Delivery Index di Netcomm, in collaborazione con Poste italiane, rileva anche una forte concentrazione di spedizioni tra i principali 10 merchant. Costoro, detengono quote superiori all’80% in categorie come Editoria, Arredamento e Informatica ed Elettronica.

Questo scenario richiede una maggiore attenzione a una gestione logistica sempre più efficiente e integrata, con soluzioni che vanno dalla multicanalità all’automazione al fine di migliorare l’efficienza e ridurre i costi operativi. Tecnologie come l’Intelligenza artificiale e la Business Intelligence si rivelano sempre più cruciali, permettendo di analizzare dati logistici in tempo reale e ottimizzare la pianificazione della supply chain.

Sostenibilità e impatto dei resi

Con l’aumento dei volumi di spedizione, la sostenibilità si pone oggi come una priorità per i merchant omnicanale.
Particolare attenzione va riservata ai resi, che in Italia nel 2024 impattano particolarmente sulle zone del Sud, con una percentuale del 7%, (+0,3 rispetto al 2023), seguito dal Nord-Est (6%, +0,5%) e dal Nord-Ovest e le Isole, che registrano aumenti più contenuti, rispettivamente del +5,3% (+0,3) e del +5% (+0,6).

In questo contesto, l’evoluzione della logistica ‘last mile’ incentiva sempre più i retailer ad adottare soluzioni più sostenibili, come i punti di ritiro e i locker.

Nuove modalità di consegna e spedizione

Queste opzioni di ritiro stanno guadagnando popolarità tra i consumatori italiani, e ormai costituiscono la modalità di consegna preferita nel 20% dei casi. Si tratta di sistemi che non solo riducono l’impatto ambientale, ma ottimizzano anche il flusso delle consegne, rendendo la logistica più efficiente e meno costosa.

Le aziende stanno anche investendo in packaging innovativo, utilizzando materiali ecocompatibili e design minimalisti per ridurre gli sprechi e migliorare l’esperienza del consumatore.
Allo stesso tempo, la crescente domanda di spedizioni veloci e flessibili sta facendo emergere nuove soluzioni logistiche, come l’utilizzo di droni, robot e veicoli autonomi per ottimizzare le consegne.

Rischi digitali: il 40% degli adolescenti ha paura dei deepfake

Sono sempre di più più gli adolescenti preoccupati dai temi della sicurezza online e della diffusione di notizie false. Secondo un’indagine condotta da Telefono Azzurro e Bva-Doxa, il 40% dei ragazzi teme il fenomeno delle fake news, mentre un numero analogo si dichiara spaventato dai deepfake, immagini e video manipolati dall’intelligenza artificiale.

Ma fanno paura anche  la tutela della privacy e dei dati personali (34%), il cyberbullismo (32%) e il rischio di adescamento online (31%). I risultati dello studio sono stati presentati all’Università Cattolica di Milano in occasione del Safer Internet Day 2025.

L’impatto della dipendenza da smartphone 

L’uso sempre più intenso degli smartphone sta modificando profondamente il comportamento dei giovani, influenzando le loro relazioni sociali e la percezione di sé. Molti ragazzi non sono consapevoli dei rischi, tra cui la dipendenza tecnologica e le conseguenze negative sull’autostima.

Il 63% degli adolescenti intervistati ha ammesso di provare emozioni contrastanti mentre naviga sui social: il 24% sente invidia per la vita degli altri, il 21% prova un senso di diversità e il 19% si sente inadeguato.

Intelligenza Artificiale, utile o minacciosa? 

E l’Intelligenza Artificiale dove si inserisce in questo contesto? Se da un lato l’AI è considerata come uno strumento utile per facilitare le attività quotidiane, dall’altro suscita dubbi e timori su questioni etiche e sociali. La preoccupazione principale riguarda la capacità dell’intelligenza artificiale di generare e diffondere contenuti falsi o dannosi.

I deepfake, in particolare, rappresentano un pericolo concreto nel contesto dello sfruttamento online e della diffusione di materiale lesivo per l’immagine dei minori. Quattro ragazzi su dieci temono che un deepfake possa compromettere la loro reputazione e le relazioni sociali.

Verso un web più sicuro

Insomma, serve un impegno collettivo per sensibilizzare sul tema e affrontare i cambiamenti tecnologici con più consapevolezza. Secondo Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, la creazione di un ambiente digitale più sicuro richiede investimenti in infrastrutture, normative adeguate e una maggiore responsabilità da parte delle piattaforme online.

I controlli però non bastano: è essenziale fornire ai giovani strumenti educativi per renderli consapevoli dei pericoli della rete e capaci di difendersi. 

Professioni del prossimo futuro: quali sono le più richieste in Italia?  

L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mercato del lavoro, offrendo nuove opportunità ma mettendo in luce anche una carenza di professionisti qualificati. Nonostante gli stipendi elevati e le prospettive di carriera molto promettenti, molte aziende italiane faticano a trovare esperti in questo settore. Attualmente, si stima che in Italia operino circa 50.000 specialisti in ambito IA, ma la crescente digitalizzazione e l’automazione industriale stanno facendo aumentare esponenzialmente la richiesta di nuove competenze.

Esperti di data science, di IA e di machine learning 

Tra le professioni più ambite in questo settore, gli esperti di data science rivestono un ruolo cruciale, occupandosi dell’analisi dei dati e della creazione di modelli predittivi, con stipendi che possono arrivare fino a 8.000 euro al mese. Accanto a loro, gli specialisti in intelligenza artificiale, con competenze nello sviluppo di soluzioni personalizzate per le aziende, possono guadagnare fino a 5.000 euro.

Un altro profilo molto richiesto è quello degli ingegneri del machine learning, responsabili della progettazione di algoritmi avanzati di apprendimento automatico, con retribuzioni che possono raggiungere i 12.000 euro. Anche gli AI engineer, che sviluppano infrastrutture e software basati sull’intelligenza artificiale, sono sempre più richiesti, con stipendi che arrivano a 6.000 euro al mese.

Sviluppatori e analisti 

La gestione e l’interpretazione di grandi quantità di dati sono affidate agli analisti di big data, figure fondamentali per trasformare le informazioni raccolte in strategie aziendali efficaci, con compensi che possono toccare i 4.000 euro mensili. Allo stesso modo, gli sviluppatori di algoritmi IA, responsabili della creazione di modelli avanzati per software e applicazioni, possono guadagnare fino a 10.000 euro.

Un altro ambito strategico è quello della sicurezza informatica, dove gli esperti di cybersecurity giocano un ruolo chiave nella protezione dei sistemi aziendali da minacce informatiche, con stipendi che possono arrivare a 5.000 euro.

Consulenti di etica e ingegneri fintech

L’intelligenza artificiale non è solo una questione tecnologica, ma pone anche importanti sfide etiche e normative. I consulenti di etica dell’IA, incaricati di valutare le implicazioni morali e legali di queste tecnologie, possono percepire fino a 4.000 euro mensili. Nel settore finanziario, gli ingegneri fintech stanno integrando l’intelligenza artificiale nei servizi bancari e assicurativi, con stipendi fino a 5.000 euro.

Infine, la robotica è un altro ambito in forte espansione, con professionisti specializzati nella progettazione e manutenzione di robot per applicazioni industriali e domestiche che possono guadagnare fino a 6.000 euro al mese.

Un booster per l’economia nazionale

Secondo le previsioni di Susini Group StP, riferisce Adnkronos, l’adozione diffusa dell’intelligenza artificiale potrebbe far crescere il PIL italiano di 110 miliardi di euro nei prossimi cinque anni, con un incremento stimato del 6,4%. Entro il 2030, il numero di professionisti impiegati nel settore potrebbe raggiungere le 500.000 unità, a dimostrazione del ruolo cruciale che l’IA avrà nello sviluppo economico del Paese.

Per affrontare questa trasformazione, diventa essenziale investire nella formazione di nuove competenze e nella riqualificazione del personale, rendendo l’IA non solo una rivoluzione tecnologica, ma una leva fondamentale per la competitività dell’Italia nel panorama globale.

Cybercrime: con la tecnologia avanzata è più facile potenziare gli attacchi

L’ultimo Threat Insights Report di HP evidenzia un trend preoccupante nell’uso di kit di malware e Intelligenza artificiale generativa (GenAI) per potenziare l’efficienza degli attacchi informatici.
Questi strumenti stanno riducendo il tempo e le competenze necessarie per creare componenti d’attacco, permettendo agli aggressori di concentrarsi su tecniche per eludere i sistemi di rilevamento e ingannare le vittime. Ad esempio, incorporando codici dannosi all’interno delle immagini.

Dai dati del report emergono diverse campagne di diffusione malware. Come VIP Keylogger e 0bj3ctivityStealer, che utilizzano tecniche e loader comuni indicando l’uso di kit di malware per distribuire diversi payload.
In queste campagne, i codici dannosi vengono occultati all’interno di immagini sui siti di file hosting eludendo i sistemi di sicurezza basati sulla reputazione dei siti web.

Fondamentale limitare le attività rischiose

“I criminali informatici stanno intensificando gli attacchi con una velocità e una varietà sempre maggiori – dichiara Ian Pratt, Global Head of Security Personal Systems di HP -. Se un documento Excel malevolo viene bloccato, il prossimo attacco potrebbe arrivare sotto forma di un file di archivio, aggirando le difese. Invece di inseguire costantemente nuovi metodi di infezione, le organizzazioni dovrebbero concentrarsi sulla riduzione della propria vulnerabilità. Ciò significa limitare le attività rischiose, come l’apertura di allegati e-mail, i clic sui link e il download da browser, per ridurre drasticamente le possibilità di un attacco”. 

GenAI e documenti HTML malevoli

L’uso della GenAI per creare documenti HTML malevoli è stato identificato in una campagna di diffusione del trojan di accesso remoto XWorm. Questa tecnologia aiuta a redigere i codici che poi verranno utilizzati per scaricare e avviare il malware.

La minaccia si annida anche nei Tools per videogiochi, proprio a causa della enorme diffusione di alcuni titoli. Gli hacker compromettono gli strumenti di cheat e i repository di modifica dei videogiochi ospitati su GitHub, aggiungendo file eseguibili che contengono malware Lumma Stealer, capace di rubare password, informazioni dei portafogli cripto e dati di navigazione.
Gli utenti spesso disattivano gli strumenti di sicurezza per scaricare e utilizzare questi cheat, aumentando il rischio di infezioni.

“Adottare soluzioni che vadano oltre il semplice rilevamento”

“Il panorama delle minacce informatiche continua a evolversi rapidamente, con tecniche sempre più sofisticate che mettono a rischio la sicurezza di aziende e utenti – commenta Giampiero Savorelli, AD HP Italy -. L’uso di kit malware e GenAI rende gli attacchi più efficaci e difficili da individuare, richiedendo un cambio di approccio nella cybersecurity. In questo contesto, normative come NIS2 e DORA impongono standard di sicurezza e resilienza più stringenti, spingendo le aziende a rafforzare la protezione dei propri sistemi e dati. Perciò è fondamentale adottare soluzioni avanzate che vadano oltre il semplice rilevamento, capaci di prevenire e isolare le minacce in tempo reale”.

Gran Bretagna: per andare a Londra servirà un permesso elettronico

Il Governo britannico sta gradualmente introducendo l’Electronic Travel Authorisation (ETA) per chi viaggia nel Regno Unito dal Continente e dal resto del mondo. Non si tratta di un visto, poiché l’ETA è un’autorizzazione elettronica a raggiungere la Gran Bretagna ed è riservata agli stranieri esentati dall’obbligo di visto.

I cittadini dei Paesi UE, Italia inclusa, potranno richiedere una ETA a partire dal 5 marzo 2025, e dal 2 aprile 2025 potranno viaggiare nel Regno Unito con tale autorizzazione.
Per i cittadini extra-UE, come americani, israeliani o giapponesi, l’obbligo è iniziato a partire dall’8 gennaio 2025, con apertura della possibilità di fare domanda dal 27 novembre 2024.

Fare domanda con l’app UK ETA

Per richiedere l’ETA serve il passaporto con cui si viaggia (non una fotocopia o un passaporto digitale), un indirizzo email, una carta di credito o una carta di debito o Apple Pay o Google Pay.
Il modo più veloce per presentare domanda è tramite l’app gratuita UK ETA, scaricabile da Apple Store o Google Play.

Segno dei tempi, l’app oggi risulta al quarto posto nel rank ‘Top Free Apps’ di iPhone, pur non potendo vantare una valutazione ottimale da parte degli utenti.
Esiste comunque anche una guida all’uso dell’app. Si tratta di una pagina internet sul sito del governo britannico, all’indirizzo gov.uk/guidance/using-the-uk-eta-app.

Il costo è 10 sterline e vale 6 mesi

L’ETA è utile per una visita della durata fino a 6 mesi e costa 10 sterline. La possibilità di presentare domanda dipende dalla data del viaggio e dalla nazionalità sul passaporto, riferisce Askanews,

Secondo il sito ‘Welcome to GOV.UK’ (www.gov.uk) l’ETA non va bene per svolgere un lavoro retribuito, o non retribuito, per un’azienda del Regno Unito o per lavoratori autonomi, salvo eccezioni (Creative Worker visa concession). Ma anche per vivere nel Regno Unito con visite frequenti o successive, oppure per sposarsi o registrare un’unione civile.
Anche per dare comunicazione di matrimonio o unione civile sarà necessario richiedere un visto ad hoc (Marriage Visitor visa).

Non serve ai cittadini dei territori britannici d’oltremare

Inoltre, non ha bisogno di un’ETA chi ha un visto o il permesso di vivere, lavorare o studiare nel Regno Unito, incluso chi possiede lo status di residente permanente o provvisorio o il diritto di residenza.

Anche chi è un cittadino britannico o irlandese e chi sta viaggiando con un passaporto di cittadino dei territori britannici d’oltremare non ha bisogno dell’ETA, così come chi vive in Irlanda e viaggia in Gran Bretagna da Irlanda, Guernsey, Jersey o dall’Isola di Man.

Christmas blues: se sotto l’albero c’è il “mal di feste”

Un italiano su tre alle giornate delle feste natalizie non associa solo sentimenti di gioia, ma anche sensazioni negative, mentre per uno su cinque, il 20,4%, la pausa del Natale significa solo emozioni negative, principalmente, tristezza, malinconia, ansia, stress, e noia

Natale non è per tutti il momento più bello dell’anno. Anzi. In realtà tante persone non sono felici di trovarsi a un passo dalle feste. Si tratta del ‘Christmas blues’. A descriverne gli effetti è Assosalute, l’associazione nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica, in una ricerca condotta da Human Highway.
Per affrontare il ‘Christmas blues’ gli esperti di Assosalute hanno messo a punto cinque consigli. Lo scopo è quello di trasformare il periodo natalizio in un’occasione di cura e benessere personale.

Mantenere le sane abitudini anche nei giorni di riposo 

Anzitutto, pianificare il tempo con equilibrio. Creare una lista di attività che piacciono e alternarle agli impegni natalizi. Evitare di sovraccaricarsi con troppi eventi o aspettative, e ritagliarsi del tempo per stare da soli o per rilassarsi, ad esempio, leggendo un libro o passeggiando nella natura.

Mantenere, poi uno stile di vita sano: non trascurare il benessere fisico, anche durante le feste, seguendo un’alimentazione equilibrata e cercando di fare attività fisica regolarmente. Anche una breve camminata, soprattutto dopo i pasti, può aiutare. Assicurarsi inoltre di dormire a sufficienza (almeno 7 ore notte). Queste abitudini riducono lo stress e migliorano l’umore.

Ridurre gli incontri percepiti come obbligatori

Terzo consiglio: accettare, accogliere e condividere tristezza, ansia e frustrazione. È normale e umano provare malinconia o tristezza durante le feste. Per gestire l’ansia o l’irritabilità, si consiglia di praticare tecniche di rilassamento, come meditazione e respirazione profonda, scrivere in un diario o connettersi con amici e parenti tramite videochiamate.

Partecipare a eventi locali o attività di volontariato può anche donare un senso di appartenenza. Trascorrere il tempo con persone positive e ridurre gli incontri percepiti come obbligatori aiuta a migliorare il benessere emotivo.

Limitare le aspettative e praticare la gratitudine

Quarto consiglio: limitare le aspettative e praticare la gratitudine. Non cercare la ‘perfezione’ nelle feste, le celebrazioni non devono necessariamente seguire uno standard ideale. Concentrarsi invece su ciò che si ha e apprezzare le piccole gioie, come un momento tranquillo con un amico o un familiare, una buona tazza di tè o una passeggiata sotto le luci natalizie.

E se necessario, ricorrere ai farmaci da banco che possono essere utili per gestire alcuni disturbi fisici comuni associati al Christmas blues.

I fenomeni che guidano la spesa italiana nel labirinto delle etichette

L’Osservatorio Immagino di GS1 Italy individua e misura trend e fenomeni in atto ‘nel carrello della spesa’ degli italiani. L’ultimo rapporto, il 16°, ha monitorato più di 100 claim, certificazioni, pittogrammi, indicazioni geografiche, presenti sulle etichette degli oltre 138mila prodotti che entro giugno 2024 hanno realizzato 47,7 miliardi di euro in supermercati e ipermercati italiani, l’83,4% del giro d’affari totale.

“Nei 12 mesi raccontati in quest’edizione dell’Osservatorio Immagino abbiamo registrato l’andamento positivo di molti trend, che fino alla fine del 2023 erano stati penalizzati, soprattutto nei volumi, dall’elevata crescita dei prezzi”, dichiara Marco Cuppini, research and communication director GS1 Italy.
Segno che gli italiani continuano a mostrare particolare attenzione verso le direttrici di crescita del largo consumo negli ultimi anni: salute, benessere, territorio e sostenibilità.

Benessere e territorio i più dinamici

Tra i 12 fenomeni rilevati dall’Osservatorio sono proprio quelli focalizzati su benessere e territorio ad aver mostrato il maggior dinamismo.
Di fatto, in un anno il carrello della spesa dei prodotti legati all’italianità, trainato dai prodotti Dop (+3,5% a valore, +2,1% a volume) ha aumentato il giro d’affari del +2,1%, superando 11,3 miliardi di euro.

L’area del free from ha registrato +3,0%, superando 8 miliardi di euro, guidato dalla maggior attenzione all’assenza o alla riduzione di zuccheri e grassi idrogenati, e caratterizzato dagli exploit dei prodotti senza pesticidi o residui o glifosato.
Crescita annua del +3,4% anche per gli incassi dei prodotti arricchiti, pari a oltre 5 miliardi di euro di sell-out, dove le proteine si confermano il fenomeno del momento.

L’inarrestabile avanzata della sostenibilità

Inarrestabile anche l’avanzata della sostenibilità, a cui l’Osservatorio Immagino, insieme all’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna, dedica il consueto approfondimento nella sua triplice declinazione, ambientale, sociale e benessere animale.

La sostenibilità è entrata ormai prepotentemente anche sulle etichette dei prodotti mass market. L’84,8% dei prodotti rilevati dall’Osservatorio presenta on pack almeno un’indicazione relativa alla sostenibilità. In termini assoluti, si tratta di 117mila referenze, ovvero, 3.430 in più rispetto alla rilevazione precedente.
Ma tra i fenomeni individuati e raccontati dalla sedicesima edizione dell’Osservatorio c’è anche l’evoluzione del petcare. 

Un comparto in evoluzione: il petcare

In un anno i prodotti destinati all’alimentazione di cani e gatti hanno aumentato del +6,2% il giro d’affari, sfiorando 1,2 miliardi di euro.
Anche in questo settore si stanno affermando logiche analoghe a quelle che guidano il mondo degli alimenti ‘per umani’, come l’attenzione all’equilibrio nutrizionale, alla sostenibilità e all’italianità dei prodotti.
A testimoniarle sono ancora una volta le etichette dei quasi cinquemila prodotti petfood analizzati dall’Osservatorio.

Altro fenomeno entrato nel radar dello studio è l’e-commerce, protagonista del dossier di approfondimento di questa edizione, che ha analizzato pesi e indici rispetto al canale fisico su un paniere composto da 102.567 prodotti rilevati nel canale web.

Quanto costerà il Natale 2024? Fino al 300% in più

Quest’anno il Natale costerà decisamente tanto: si parla di aumenti che per alcune voci di spesa arriveranno fino al +300%.
Dagli addobbi ai regali, dai viaggi agli alberghi fino agli skipass il rapporto congiunto Facile.it – Consumerismo No Profit fa il punto su quanto spenderanno le famiglie italiane per il periodo natalizio. E ha scoperto che per i soli regali di Natale gli italiani spenderanno quasi 11 miliardi di euro, con un esborso pro capite di 256 euro.

Tanti connazionali (6,2 milioni), però, spenderanno meno rispetto allo scorso anno. Tra questi, il 47% (oltre 2,9 milioni) preferirà tagliare sui costi natalizi, mentre il 40% spenderà meno perché si trova in difficoltà economica.

Pranzo e cenone: 3,5 miliardi

Per il pranzo o il cenone di Natale gli intervistati dall’indagine hanno dichiarato di mettere a budget in media 83 euro, per una spesa complessiva stimata di oltre 3,5 miliardi di euro.
Per i prezzi del pranzo o del cenone bisogna guardare anche al settore alimentare, che secondo le stime di Consumerismo no Profit, ha guidato l’aumento dell’inflazione, con un incremento dei prezzi del 2,4% rispetto all’1,1% di settembre 2024.

I rincari maggiori riguardano i beni di prima necessità, come pasta, olio, riso, farina e pane, con incrementi che vanno fino al +84% rispetto al 2014.

Addobbi: 270 euro

Nel 2023, la spesa media per decorare un albero di Natale tradizionale (albero, luci e addobbi), era stimata intorno a 233,33 euro. Nel 2024, la cifra è salita a circa 270 euro, circa il +16%, ovvero, 37 euro in più rispetto all’anno precedente.
Il costo per addobbare un albero di Natale nel 2024 può variare significativamente. Ad esempio, per l’albero artificiale, da 30 a 500 euro, a seconda di altezza, qualità e caratteristiche. Per palline e ornamenti da 10 a 100 euro per set, a seconda del materiale e del design, per le luci da 15 a 100 euro, ghirlande e festoni, da 10 a 50 euro, puntale, da 10 a 50 euro.

Vacanze, trasporti, alloggi

Tra Natale e Capodanno saranno 11 milioni e mezzo gli italiani che si concederanno una vacanza con pernottamento di almeno una notte, per una spesa media di 335 euro e una stima complessiva di quasi 4 miliardi.
Durante le festività i voli subiranno poi rincari fino al 100%, mentre viaggiare in treno potrà costare fino al 300% in più. Sui traghetti rincari più contenuti, ma comunque a doppia cifra, mentre gli skipass hanno subito aumenti fino al +30% negli ultimi tre anni.
Il 97% delle agenzie di viaggi riscontra una media di aumento di prezzi per pacchetto vacanze del 20%. Quanto agli hotel, l’incremento è dell’8,1% sul prezzo medio di una camera (151,47 euro).

eSports: in Italia un mercato in transizione con nuove opportunità

Gli operatori eSports italiani, ovvero, chi opera nel settore delle competizioni di videogiochi a livello agonistico e professionistico, generano ricavi principalmente da pubblicità (80%), consulenza (60%), creazione di contenuti e influencer marketing (60%), e biglietti per eventi (60%).

Le partnership commerciali si concentrano attualmente nei settori hardware, intrattenimento e sport, ma il potenziale di crescita in altre categorie merceologiche è significativo. E i mercati più promettenti, oltre all’Italia, sono Arabia Saudita e Svizzera.
Sono alcuni dati del nuovo Rapporto sugli eSports in Italia nel 2024, realizzato da Deloitte in collaborazione con IIDEA.

Identikit del fan di sport elettronici

L’interesse verso il settore è alimentato dalla possibilità di interagire con un pubblico ricettivo e dalla mentalità aperta. 
La fanbase italiana degli eSports conta 7,3 milioni di spettatori che hanno fruito di contenuti online, in TV o a eventi live negli ultimi sei mesi.

Di questi, 3,3 milioni si definiscono spettatori abituali. Il pubblico è prevalentemente maschile (68%) e under45, con una forte presenza di Millennials (47%) e GenZ (19%). I fan risiedono principalmente in piccoli centri urbani, sono impiegati a tempo pieno e spesso hanno un background in economia e commercio.

Il videogioco guida la scelta dei contenuti

Il Rapporto, inoltre, evidenzia una propensione all’acquisto da parte dei fan, particolarmente ricettivi alla pubblicità. Gli ‘hardcore fan’, coloro che dedicano più di 10 ore a settimana agli eSports, mostrano maggiore propensione alla spesa in prodotti correlati.

Quanto alla scelta dei contenuti, è guidata principalmente dal videogioco. YouTube Gaming (47%) e Twitch (43%) dominano il panorama delle piattaforme di streaming, seguite da Free TV (31%), Facebook Gaming (29%) e Pay TV (23%).
League of Legends e Valorant si confermano i titoli più redditizi, seguiti da EA Sports FC, Rocket League e Fortnite.

“Un potente canale per attivazioni commerciali”

“Gli esports in Italia offrono un panorama unico per i brand, con un pubblico giovane e aperto alla pubblicità, che apprezza gli abbonamenti e fa acquisti frequentemente – afferma Kim Lachmann, Director Sport Business Group di Deloitte -. Nonostante le recenti fluttuazioni, i livelli di coinvolgimento rimangono elevati, posizionando gli eSports come un potente canale per attivazioni commerciali e connessioni durature”.

Lo studio evidenzia una fase di transizione per il settore, con sfide a livello globale e in Italia.
“Tuttavia – aggiunge Thalita Malagò, Direttore Generale IIDEA -, questa trasformazione sta aprendo nuove opportunità di innovazione. Gli operatori del settore si stanno adattando a nuovi modelli di business, sviluppando soluzioni creative per garantire una crescita sostenibile”.