Prosperità e felicità non riguardano solo il presente, ma dipendono anche da come si guarda al futuro. Ma gli italiani sono prosperi e felici? E come guardano al futuro? Risponde Human Highway, che a partire da febbraio 2023 ha misurato lo stato d’animo di un ampio campione di italiani utilizzando il modello psicometrico PANAS (Positive and Negative Affect Schedule).

Secondo lo studio in Italia la dimensione positiva prevale su quella negativa. L’umore è comunque caratterizzato da una stagionalità annuale, nella quale marzo si dimostra il mese più cupo (a marzo 2024 la serie tocca il minimo storico) e giugno il mese più sereno.

Il momento più sereno? Venerdì alle 10 di mattina

Ma esiste anche una periodicità settimanale. Il giorno più sereno è venerdì, mentre mercoledì è il giorno peggiore della settimana. La stessa dinamica si osserva anche lungo le ore del giorno. I momenti migliori sono quelli del mattino, riportati da chi si alza all’alba e poi, di nuovo, verso le 10. Dopo, l’umore cala leggermente, ma costantemente, fino alla sera.

Quanto al genere, gli uomini riportano uno stato d’animo migliore rispetto alle donne, e con l’età aumenta notevolmente il benessere psicologico. E ancora, le persone che vivono in famiglie con uno o più bambini mostrano stati d’animo migliori rispetto alla media.

Prevale la prudenza sulle prospettive di vita

Ovviamente, la maggior disponibilità economica migliora l’umore, ma fino a un certo punto, oltre il quale il benessere non cresce. E gli abitanti delle regioni alpine sono le persone più serene d’Italia.
In merito alle prospettive di vita, l’atteggiamento prevalente è quello della prudenza. Gli intervistati affermano che la loro vita attuale va bene ma temono il deterioramento futuro in alcune dimensioni.

Infatti, mentre la dimensione affettiva positiva rimane quasi invariata nella proiezione verso il futuro, la dimensione negativa aumenta di peso, in particolare a causa dell’aumento della paura e dell’ostilità verso il prossimo.
Il futuro è generalmente visto come un miglioramento del presente fino a 34 anni. Dopo, lo sguardo sul futuro diventa progressivamente più incerto e cupo, in misura più pronunciata per gli uomini rispetto alle donne, e per gli abitanti del settentrione rispetto al meridione.

A casa propria si sta bene, nel mondo no

Gli italiani affermano di stare bene nel proprio quartiere, ma dichiarano che la qualità della vita non è altrettanto buona.
In pratica, la percezione di serenità e armonia nel proprio quartiere è elevata, ma la stessa percezione crolla se riferita all’Italia.

Oltre al quartiere e all’Italia, la ricerca ha analizzato altri due ambiti di vita la propria casa e il mondo intero. Le emozioni associate ai due ambiti ‘vicini’ (casa e quartiere) sono generalmente più positive rispetto ai due ambiti ‘lontani’ (Italia e mondo). Forse ciò che non conosciamo direttamente inquieta e mette paura. Oppure è il risultato dello ‘stile narrativo’ dei mezzi di comunicazione.