C’è stato un tempo in cui bastava una telefonata. O una visita a sorpresa. Oggi, invece, la famiglia vive anche – e spesso soprattutto – dentro uno schermo. Chat, videochiamate, piattaforme condivise: la tecnologia non è più un supporto, è diventata il luogo dove si incontrano affetti, abitudini e piccoli rituali quotidiani.
A dirlo non è solo la sensazione diffusa, ma anche i dati. Una ricerca di Kaspersky racconta che in Italia il 95% delle persone comunica con i propri familiari attraverso strumenti digitali. Un numero che parla chiaro: la connessione è diventata una forma di vicinanza.
Messaggi, vocali e meme: il nuovo linguaggio di casa
Il modo più semplice – e più usato – per restare in contatto resta la messaggistica istantanea. L’87% degli italiani utilizza app come WhatsApp o Telegram per parlare con genitori, figli, fratelli. Le videochiamate seguono, scelte dal 49% degli intervistati, spesso nei momenti che contano di più: compleanni, cene a distanza, saluti serali.
E poi ci sono loro, i meme. Battute, immagini, video brevi che girano nelle chat di famiglia e che, nel 43% dei casi, diventano un vero collante emotivo. Un modo leggero, ma potentissimo, per dirsi “ti penso”.
La vita online non è solo rose e fiori
Più la famiglia è presente online, più cresce l’esposizione ai rischi digitali. Truffe, messaggi ingannevoli, link sospetti che sembrano arrivare da una persona fidata: il confine tra sicurezza e ingenuità è sottile, soprattutto quando si abbassa la guardia in un contesto familiare.
Secondo gli esperti di Kaspersky, la consapevolezza è la prima forma di protezione. Autenticazione a due fattori, password diverse per ogni account, attenzione agli allegati inattesi e l’uso di soluzioni di sicurezza affidabili sono strumenti semplici, ma spesso ignorati.
Condividere tutto: account, film e… rischi
Il digitale ha cambiato anche il tempo libero. Il 67% delle famiglie italiane ama guardare film insieme e il 40% utilizza account di streaming condivisi. Una scelta pratica, certo, ma non sempre sicura. Quando più persone usano le stesse credenziali, basta un solo dispositivo compromesso per aprire una falla più ampia.
Il rischio aumenta se le stesse password vengono riutilizzate altrove. Per questo, l’uso di un gestore di password è oggi una buona abitudine da estendere a tutta la famiglia.
Proteggersi è un gesto d’affetto
“La vita familiare online offre opportunità straordinarie, ma porta con sé nuove vulnerabilità”, spiega Marina Titova, Vice President for Consumer Business di Kaspersky. Bambini e anziani, in particolare, possono essere più esposti. Proteggere la propria privacy digitale non è solo una questione tecnica: è un modo concreto di prendersi cura degli altri, anche quando l’abbraccio passa da uno schermo.
Fonte: ricerca Kaspersky, condotta dal centro ricerche di mercato dell’azienda nel novembre 2025 su 3.000 intervistati in 15 Paesi.